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Provato per voi - Benetti Vivace 125: efficienza, lusso e tanto comfort

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Provato per voi - Benetti Vivace 125: efficienza, lusso e tanto comfort
Provato per voi - Benetti Vivace 125: efficienza, lusso e tanto comfort

Con noi a bordo oltre ad altri giornalisti c’erano anche i tecnici del cantiere e della Rolls Royce, azienda che ha curato lo sviluppo dello speciale sistema propulsivo.

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Numerosi gli elementi progettuali e costruttivi che fanno del Vivace 125 uno yacht moderno, dal tipo di propulsione esclusivo sviluppato insieme alla Rolls Royce alle numerose soluzioni costruttive e alla scelta dei materiali. L’adozione di materiali come il carbonio, grazie al quale il cantiere ha contenuto i pesi di circa il 40% soprattutto sopra la linea di galleggiamento, incrementando le prestazioni, ottimizzando i consumi e migliorando le doti di stabilità, è un esempio dell’importante lavoro di ammodernamento che il cantiere ha operato sulla sua gamma di motoryacht. A questo si aggiungono tecniche di costruzione più moderne, come l’impiego di speciali collanti per saldare parti normalmente affidate a sistemi di accoppiamento meccanico ottenendo un’affidabilità superiore, maggiori possibilità di cura estetica, ulteriore contenimento dei pesi. E’ chiara la volontà del cantiere di ottenere un peso il più possibile contenuto assicurando sempre rigidità e robustezza adeguate. La carena è stata studiata per ottimizzare il rendimento alle basse velocità potendo anche garantire prestazioni elevate, dotata di uno speciale bulbo prodiero molto affilato e di linee d’acqua studiate per ottenere elevata efficienza, unitamente allo speciale sistema propulsivo sviluppato da Rolls Royce offre un risultato davvero interessante. Per prestazioni si deve leggere sì la velocità, ma anche comfort di navigazione, consumi, tenuta di mare e manovrabilità. Abbiamo avuto modo durante il nostro test di verificare tutto questo e di verificarne l’effettivo miglioramento. Parlando di comfort siamo stati davvero sorpresi di come il Vivace 125 si muova sull’acqua senza far percepire in nessun ambiente interno o esterno il minimo rumore o la più piccola vibrazione, qusta è un’altra caratteristica che deriva dall’adozione del sistema propulsivo Rolls Royce, Carbon Azipull, alla quale si aggiunge l’ottima manovrabilità a tutte le andature. 

Il nome Carbon Azipull deriva da due fattori che ne hanno determinato lo sviluppo, dove il primo è l’adozione del carbonio per la struttura esterna del sistema adottato per contenere i pesi e il secondo che si tratta di un sistema traente azimutale. Abbiamo parlato con il responsabile dello sviluppo dei programmi speciali per Rolls Royce, l’ing. Solvar N. Klokk, che ci ha detto: “Abbiamo colto il rapporto con Benetti come una sfida sin dai primi dialoghi, perché loro apprezzavano la nostra tecnologia ma avevamo un problema di pesi non indifferente. Per questo abbiamo deciso di sviluppare un prodotto totalmente nuovo che sebbene sia basato sulla tecnologia a noi ben nota adotta soluzioni come il guscio in carbonio del tutto innovativo. Anche gli organi meccanici sono stati ridimensionati rispetto a sistemi analoghi che abbiamo già prodotto per applicazioni navali. Quello che abbiamo ottenuto è un’ottimizzazione del rendimento dei motori perché ci sono perdite inferiori rispetto la linea d’asse tradizionale, da qui una riduzione dei consumi. Per la sua caratteristica fisica il pod offre una manovrabilità impensabile con qualsiasi altro sistema propulsivo, inoltre, si posso gestire in modo autonomo per effettuare manovre come l’accosto laterale per esempio, ma la manovrabilità è massima a tutte le andature, anche in velocità. Per noi l’esperienza con Benetti è molto preziosa, abbiamo affrontato temi nuovi e siamo arrivati a un sistema propulsivo del quale siamo molto orgogliosi. Anche per quanto riguarda lo studio idrodinamico del piede abbiamo lavorato molto per ottimizzare il flusso e ottenere così l’efficienza massima, inoltre, la sua efficacia per manovrare è molto elevata anche in assenza di spinta. In caso d’impatto con un oggetto sul fondo o semisommerso, a danneggiarsi è il piede e mai lo scafo, inoltre, la speciale flangia con cui è accoppiato alla carena è stata studiata per non cedere lasciando che sia la parte immersa a danneggiarsi senza creare vie d’acqua.”

Con l’ingegnere ci siamo intrattenuti a lungo perché il progetto ha molte interessanti particolarità che andrebbero approfondite, ma per motivi di spazio ci limitiamo a offrirvi questa sintesi alla quale vogliamo però aggiungere che si tratta di un sistema che siamo certi vedremo su altri modelli Benetti.

Parlando di efficienza osserviamo che due motori da 2.600 HP l’uno, MTU 16V2000 M94, ci hanno permesso di rilevare prestazioni decisamente interessanti per uno yacht di 38 m di lunghezza f.t. Spingendo le moderne manette realizzate appositamente per questo yacht con i suoi speciali propulsori, la velocità dichiarata raggiunge i 24,5 nodi, dunque, uno scafo capace di offrire livelli di resistenza idrodinamica assimilabili a un dislocante quando si naviga a velocità moderate, ma in grado di planare.

La combinazione di linee d’acqua moderne e di un sistema propulsivo evoluto si traducono in livelli di efficienza molto interessanti per uno yacht di 38 metri, al quale non mancano anche soluzioni abitative originali derivate proprio da volumi liberi solitamente impegnati dalle meccaniche tradizionali. Ci riferiamo al fatto che in questo caso la sala macchine è molto appoppata grazie all’accoppiamento diretto ai piedi azimutali. Questo significa beneficiare di volumi interni importanti e soprattutto in una zona nobile della nave. Ma ne consegue un altro vantaggio che il cantiere ha saputo sfruttare, ossia, la possibilità di realizzare un garage per il tender, dotato di aperture laterali a scafo. Questo significa allontanare ulteriormente gli organi meccanici dalla zona notte, abbattendo rumori e vibrazioni già molto basse grazie al sistema Azipull. Il risultato è che in navigazione stando nella suite armatore o in una qualsiasi delle cabine, per percepire il movimento si deve necessariamente guardare all’esterno.

Abbiamo parlato anche con il progettista degli interni, un designer statunitense che per la prima volta si è avvicinato al design a bordo di uno yacht, Alfred Karram JR, il quale ci ha detto: “Il cliente mi ha coinvolto in questo progetto perché era rimasto colpito dal lavoro che avevo fatto nella sua casa di Miami, dove vivo e ho lo studio. Per me è stata la prima esperienza professionale a bordo di uno yacht, ma grazie all’ottimo rapporto che sin dall’inizio si è instaurato con gli ingegneri del cantiere ho capito che c’era spazio per realizzare soluzioni in linea con quanto mi chiedeva il cliente. Le sue indicazioni sono state chiare, dovevo realizzare una barca in grado di essere vissuta come la sua casa, per questo ha voluto affidare a me che gli ho disegnato la residenza di Miami il compito di disegnare la sua barca. Il lavoro nel suo insieme è stato molto complesso ma dal punto di vista estetico invece, è tutto molto lineare e affidato a colori quali il nero, il grigio e il bianco. Nonostante la linearità delle forme particolare cura è stata posta nell’ergonomia, poi, abbiamo arricchito tutto con opere d’arte e dettagli capaci di rendere tutto molto elegante.

L’armatore è uno sportivo amante dell’arte, capace di apprezzare le cose raffinate avendo al contempo una particolare attenzione per la funzionalità. Il cantiere ci ha aiutato molto, con la sua disponibilità a realizzare ambienti diversi da come sono normalmente, per esempio la grande palestra sul ponte superiore in un ambiente in origine destinato a secondo salone. Il nostro cliente come ho detto è uno sportivo, non poteva scegliere posto migliore per la sua palestra, perché gode di una vista sul mare privilegiata grazie alle grandi superfici vetrate che la caratterizzano, inoltre, ha accesso diretto a un’area esterna a poppa che ne rappresenta un prolungamento.”

Uno yacht d’avanguardia, con spazi al coperto e all’aperto capaci di garantire il massimo comfort in condizioni climatiche tra loro anche molto diverse. Indubbiamente un modello che troverà molti estimatori presso un pubblico in grado di apprezzarne gli spazi, la luminostità degli interni, le prestazioni e il comfort che è in grado di assicurare a tutte le andature. Anche dal punto di vista stilistico il lavoro svolto da Stefano Righini per l’esterno è sicuramente in linea con la modernità espressa dalla tecnologia presente su questo yacht, inoltre, affida a superfici vetrate molto ampie il compito di dare luce agli interni e di garantire un contatto visivo con il mare in qualsiasi ambiente.

Benetti Vivace 125 è sicuramente uno di quegli yacht capaci meritare il suo posto nella lista delle barche che rendono ancora oggi la nautica del made in Italy la più diffusa nel mondo.

 

SCHEDA TECNICA

L.f.t. m 38,10 – lunghezza al galleggiamento m 30,00 – larghezza massima m 8,45 – immersione a pieno carico m 1,89 – dislocamento a pieno carico 189,5 t – dislocamento a mezzo carico 178,5 t – Gross Tonnage 320 GT – riserva carburante litri 25.000 – riserva acqua 4.000 litri – posti letto totali 10 in 5 cabine – equipaggio 7 persone in 4 cabine – motorizzazione 2x2.600 HP MTU16V2000 M94 – generatori 2x Kohler 70 kW – stabilizzatori CMC Stabilis Electra – velocità massima dichiarata 24,5 nodi – velocità di crociera al 70% dei giri 19 nodi – velocità di crociera economica 12 nodi – autonomia alla velocità d 12 nodi oltre 2.000 nm – classificazione RINA Rules for Classification of Pleasure yachts C HULL ·  MACH Y – architettura navale: Azimut Benetti S.p.A. – designer di esterni e concept Stefano Righini – designer di interni AKJ Design.

 

Prestazioni rilevate nel corso della nostra prova, con 19 persone a bordo, vento moderato, mare calmo, carburante imbarcato 24.000 litri, acque litri 5.200 litri.

 

La prova è stata eseguita a pieno carico con generatori e stabilizzatori accesi, le prestazioni dichiarate sono relative a prove effettuate a dislocamento medio e con generatori entrambi spenti.

 

DATI RILEVATI

GIRI                        velocità        consumo l/h     litri/miglio               autonomia

1.200                        12,0               100                8,33               3.000 con generatori spenti

1.200                        12,0               115                9,58               2.608 con generatori accesi

1.400                        13,8               229                16,59                        1.506

1.600                        15,2               300                19,73                        1.266

1.800                        16,4               426                25,97                        962

2.000                        18,2               555                30,49                        820

2.200                        19,0               730                38,41                        651

2.300                        21,0               815                38.80                        644

2.450                        23,9               998                41,75                        598

 

Velocità minima di planata nodi 14,6@1.600 giri/min.

Velocità di crociera economica nodi 12@1.200 giri/min

Velocità massima a pieno carico rilevata nodi 23,9

Velocità di crociera al 70%, rpm 1.715, nodi 16.0

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