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Doping, l'incredibile esclusione di Roberta Caputo da Rio 2016

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Roberta Caputo e Alice Sinno 470F

Con un secco comunicato sul suo sito web la Federvela ha comunicato ieri pomeriggio la positività dell'atleta del 470. Riportiamo le dichiarazioni che la stessa ha affidato al suo profilo Facebook.

Roberta Caputo (tesserata Fiv) è stata trovata positiva alla sostanza Clostebol Metabolita a seguito di un controllo "fuori competizione", disposto da Nado Italia, effettuato a Napoli il 6 luglio 2016. La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping ha provveduto a sospendere l'atleta in via cautelare, accogliendo l'istanza proposta dall'Ufficio di Procura Antidoping. Caputo, già inserita nella squadra di vela per Rio 2016, non prenderà parte ai Giochi Olimpici. Al suo posto, nella classe 470, insieme con Alice Sinno ci sarà Elena Berta.

Fin qui il breve comunicato ufficiale. Qui sotto riportiamo le dichiarazioni dell'interessata che, lo ricordiamo, assieme ad Alice Sinno era stata inserita nella compagine olimpica a giugno, per occuprare il posto nel 470 F lasciato libero a seguito della rinuncia del Canada. Si è trattato di un'ottima opportunità di fare esperienza in vista del 2020, ma purtroppo pare proprio che Roberta non potrà beneficiarne. Ricordiamo che la vela non è sport soggetto a problematiche di doping, i pochi casi acclarati hanno riguardato atleti (anche di nome) colpevoli di aver fumato qualche spinello.

Giuliano Luzzatto
@gluzzatto

La dichiarazione di Roberta sul suo profilo FB

Mi avete scritto e pensato in tantissimi, questa è una grande fortuna, più grande della sfiga che ho avuto! Chi mi conosce sa che Ho sempre navigato con il sorriso stampato in faccia, sia nelle vittorie che nelle sconfitte e affronterò questa situazione nello stesso modo, senza rimpianti e senza troppe lacrime! Farò il possibile per tornare in barca più presto possibile, e soprattutto voglio condividere la mia storia perché possa servire d'esperienza e magari anche cambiare questo sistema che taglia le gambe a buoni e cattivi senza differenza.

Al momento Facebook è la mia unica arma di difesa, non ho altre strade, non c'è niente da fare, posso solo provare a chiarire la mia situazione, per me stessa.

Meno di 20 giorni al segnale di partenza: la barca è perfetta, il team è pronto, mancano gli ultimi dettagli...ma qualcosa stamattina è andato storto: arriva la chiamata dell'antidoping da Roma, sono le 9:00 qui a Rio, mi comunicano la positività del test effettuato il 6 luglio, a Napoli. Torno in hotel per cercare di capirci qualcosa, dopo meno di un'ora il mio nome era già stato cancellato dall'elenco iscritti delle olimpiadi, dopo altri 20 minuti sono stata sostituita. Difficile da credere, ma questa è la procedura.
Sono risultata positiva alla sostanza clostebol metabolita: anabolizzante contenuto in un medicinale da banco chiamato trofodermin, comune cicatrizzante per ferite e ulcere. Ho comprato questa crema per curare dei segni di brufoli che mi erano venuti in faccia, ero totalmente ignara del suo stato dopante, è successo agli inizi di giugno (weymouth) non ero ancora nel programma nazionale antidoping, ma i residui della sostanza sono rimasti vivi nel mio corpo fino al controllo di luglio...
Ho provato a spiegare in tutti i modi la mia innocenza, e ho provato a contestualizzare la mia posizione di atleta nuova nel programma Nado ma niente da fare, la legge è uguale per tutti e non ammette ignoranza.

 

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