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Demaria sul Nautico del futuro: UCINA sceglierà per il bene degli operatori di settore

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Carla Demaria, Presidente di UCINA Confindustria Nautica
Carla Demaria, Presidente di UCINA Confindustria Nautica

“Siamo pronti a entrare anche con una quota di capitale pubblico nella società Saloni Nautici di Ucina Confindustria Nautica, per il rilancio della nautica e soprattutto per far sì che Genova resti punto di riferimento della nautica internazionale, senza chiudere a possibili sinergie con la Fiera di Milano”. Questa l’inequivocabile dichiarazione fatta sabato sera da Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, intervenendo a una serata organizzata da Sanlorenzo Yachts in occasione degli Elite Days, appuntamento annuale che tradizionalmente vede riuniti stampa, operatori e clienti attorno al brand.

Sono parole chiare, che dovrebbe perciò sgomberare definitivamente il campo da ogni indecisione sul futuro del Salone Nautico Internazionale di Genova e della nautica in Liguria. Nel pensiero del Presidente Toti, entrambi dovrebbero restare punti fermi della politica regionale e, per raggiungere tale obiettivo, la Regione  sarebbe addirittura disposta a entrare finanziariamente nell’Ente organizzatore, la società “I Saloni Nautici”, fornendo a tutti una prova tangibile della volontà di rimanere al di sopra delle parti.

E’ evidente che Toti considera l’attuale divisione delle forze in campo, UCINA da una parte e Nautica Italiana dall’altra, la prima difficoltà da superare e ne fa il suo obiettivo prioritario. Solo uniti si vince… ed è quanto più volte noi stessi abbiamo affermato, scritto e scritto ancora. E’ impensabile che si possa sostenere l’organizzazione del Nautico se anche solo una parte delle aziende del comparto nautico nazionale nega la sua partecipazione, così come lo sarebbe per un salone fatto in qualsiasi altra location.

Sempre durante l’evento Sanlorenzo Yachts, Massimo Perotti, presidente del cantiere di Ameglia e past president di UCINA, ha dichiarato: “Da torinese non vorrei che a fantasticare si finisse come con il salone dell’Auto. Lo si doveva spostare a Milano perché Torino era (allora) un po’ triste e poi non si è fatto mai più, pur avendo l’Italia il quinto costruttore mondiale e brand come Ferrari, Lamborghini e Maserati”.

Anche in questo caso concordiamo. I suoi timori sono anche i nostri. Mettere in dubbio il Salone Nautico pensando che sia ormai bollito e avviato al declino, proprio nel momento in cui in questo settore produttivo è vitale la promozione per sopravvivere probabilmente non solo vuol dire mettere in dubbio l’esistenza stessa di un boat show italiano forte, ma anche il mantenimento di quella leadership di settore europea e quasi mondiale faticosamente conquistata in tanti anni di duro lavoro.

E proprio di Salone Nautico abbiamo parlato ieri con Carla Demaria, presidente di UCINA Confindustria Nautica, un'intervista imperniata sul tema del Salone, partendo proprio dalle recenti dichiarazioni del Governatore della Liguria.

Presidente Demaria, la dichiarazione di Giovanni Toti di entrare nel capitale della Saloni nautici, oggi controllata da UCINA, sembra cambiare le carte in tavola.

Sono pienamente in sintonia con il pensiero del presidente Toti che non chiude a nessuno, ma non apre all’ignoto. Un conto sono le idee per il 2018 o il 2019, un altro quella che è a detta di tutti gli interlocutori convocati dalle istituzioni, la priorità: lavorare per dare un’esposizione e visibilità e alle aziende per il prossimo biennio."

La Darsena grande di Genova è stata ridata in concessione a UCINA, come vede il futuro di questa struttura?

Vorrei che fossero chiari gli obiettivi di tale operazione, perché anche in questo caso l’interesse che abbiamo salvaguardato è quello della filiera nautica. Per UCINA gestirla è stato ed è un immenso costo, che abbiamo affrontato per non lasciare gli operatori senza una vetrina adeguata. E’ un’area che merita investimenti per valorizzarne la funzione di location pregiata in centro città, dedicata al attività diportistico-nautiche, così come peraltro previsto anche nel futuro progetto del Blueprint: ma gli investimenti necessitano di una programmazione pluriennale. UCINA ha presentato un progetto di sviluppo quadriennale che auspichiamo possa essere riconsiderato, nel più generale contesto di riqualificazione di un’area dove sono stati investiti negli ultimi anni per Padiglione Blu, Tensostruttura e Marine risorse pubbliche vicine ai 100 milioni di Euro, che sarebbe assurdo disperdere.

Intanto sono state aperte le iscrizioni del Salone Nautico 2016.

Si, sull’onda del buon successo dello scorso anno appena certificato da Assilea: “l’andamento dei leasing nautici italiani è stato particolarmente significativo a valle di Genova, fra novembre 2015 e gennaio 2016”, dice l’Associazione nazionale delle società finanziare. Nel primo trimestre 2016, poi, il segmento Nautica da diporto è cresciuto del +53% nel numero di contratti e del +196% del valore stipulato sull’analogo trimestre dell’anno precedente.

Vede una ripercussione positiva sull’edizione 2016?

Per svelare le novità è presto. Posso dire che c’è un generale interesse, l’andamento delle domande è da subito molto positivo, segnato dal ritorno di brand stranieri: tutti elementi che danno il segno del movimento del mercato italiano. Aggiungo un elemento di analisi più generale: Genova è il primo Salone del Mediterraneo, la cui sponda sud è oggi una meta meno ambita per motivi geopolitici mentre la parte nord del bacino torna al centro dei flussi turistici.

Si è parlato di fare il Salone a Viareggio, Porto Cervo, Genova Porto Antico, Milano, poi di nuovo Genova Darsena, questo Salone non sembra trovare pace. Lei quale sceglie?

E’ una girandola rispetto alla quale io scelgo per gli operatori del settore e il loro bene.

Cosa vuole dire?

Quando da imprenditori acquistiamo per le nostre aziende, grandi o piccole che siano, cerchiamo la migliore qualità in rapporto al prezzo e nessuno si sognerebbe di abbandonare un fornitore senza sapere da chi approvvigionarsi, a quali condizioni, in quali tempi, con quali modalità e soprattutto a quali costi. Lo stesso vale per la vetrina Salone di Genova. Sappiamo bene cosa abbiamo in mano. Da qualche anno, non da ieri, esaminiamo scenari diversi, nell’interesse esclusivo degli espositori, intanto, nella stessa logica, abbiamo garantito le edizioni 2014, 2015 e ora 2016. Diversamente, con le difficolta di Fiera di Genova, già da due anni saremmo senza un evento di questo livello in Italia.

Anche la Porto Antico Spa si dice interessata, ma apprendiamo dalla stampa genovese che ha 30 milioni di debiti.

Anche in questo caso dobbiamo vedere soluzioni concretamente migliorative, il rischio altrimenti è che siano proprio le aziende a pagare gli extra costi.

Notizia dell’ultim’ora: alcuni produttori di gommoni dichiarano la loro assenza al prossimo Nautico.

Curioso, in genere si comunica dove si va, non il contrario. Dal punto di vista imprenditoriale non capisco questa scelta, a pochi giorni dall’apertura delle iscrizioni, dopo aver resistito negli anni bui e proprio quando riparte il mercato interno, in concomitanza con il ritorno di importanti operatori stranieri. Peraltro, nel dato positivo generale, l’unico comparto che cresce a doppia cifra è proprio quello del fuoribordo. Tanto che il gruppo di cui fa parte la mia azienda chiede maggiore spazio per questa tipologia.

 

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