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Taiwan Boat Show: dal nostro inviato a Kaohsiung

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Kaohsiung Inaugurazione
Kaohsiung Inaugurazione

Come avevamo anticipato ai nostri lettori, siamo partiti alla volta di Kaohsiung, Taiwan, per vedere la seconda edizione del Taiwan International Boat Show.

Prima di affrontare qualsiasi altro tema riteniamo necessario precisare alcuni elementi che riguardano questo salone nautico, che è stato inaugurato ieri e rimarrà aperto fino al giorno 13 nella città meridionale di Taiwan, Kaohsiung. Innanzi tutto è un salone che prende vita ogni due anni, la prima edizione infatti, risale al 2014 e purtroppo non abbiamo potuto seguirla, ma da quanto abbiamo appreso dagli espositori ormai abituali, il salone è in forte crescita. In un paese in cui la tradizione dell'andare per mare per diletto è totalmente assente per cultura e tradizioni, abbiamo di cercato di comprendere le motivazioni che spingono operatori internazionali a proporre qui le loro barche o i loro accessori.

Taiwan conta attualmente 25 cantieri nautici attivi nel settore delle imbarcazioni da diporto, dei quali 19 nell'area di Kaohsiung. Sulla scena del mercato nautico locale negli ultimi due anni in modo particolare, si sono affacciati molti operatori per proporre prodotti europei o statunitensi, ma in particolare europei. Il salone alla sua seconda edizione ha fatto già al secondo giorno registrare il record di presenze non solo di espositori ma anche di visitatori, dunque, il pubblico locale indubbiamente prova interesse per le attività nautiche e quantomeno ha voglia di esplorare questo modo di vivere il tempo libero. 

Eravamo già stati a Taiwan sia a Nord sia qui a Sud in diverse occasioni e ogni volta abbiamo faticato a pensare che potesse facilmente iniziare ad attrarre attività diportistiche, questo perchè come abbiamo detto la cultura del piacere di andare per mare non è propria della popolazione taiwanese, anche in virtù della forte militarizzazione delle coste che carartterizzava fino a qualche anno fa l'intero paese. Inoltre, non c'erano porti turistici in contesti particolarmente gradevoli o attrattivi e tutto lasciava pensare a un lavoro lungo e difficile che in occasione della presentazione del salone dove siamo oggi, avvenuta nel 2013 qui a Kaohsiung, ci fu annunciato dalle autorità locali come un preciso intendimento.

A oggi, nonostante non sia un paese dalle potenzialità nautiche e turistiche paragonabili all'Italia per esempio, ma anche a uno qualsiasi dei paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo, i passi avanti fatti dal governo locale e dall'iniziativa privata per stimolare nella popolazione la voglia di andare per mare per diletto ha prodotto sicuramente dei grandi risultati.

Tanto per far capire di cosa parliamo in modo pratico, pensando soprattutto a chi in Italia ha sollevato polemiche sterili all'alba dell'approvazione della legge con cui si stabiliva l'iva al 10% per i Marina Resort o l'eliminazione della tassa sul possesso delle imbarcazioni, qui il governo per agevolare la creazione di un mercato interno ha stabilito che i cantieri pagano un'iva agevolata pari allo 0% invece del 10% come le altre attività industriali, così come 0% è l'imposta dei marina costruiti spesso su iniziativa privata con contributo governativo.

Il risultato in soli tre anni è la nascita di scuole vela, yacht club e associazioni che hanno il compito di attrarre nuovi appassionati e di offrire loro opportunità di vivere il mare in un modo sicuramente diverso da come l'hanno vissuto sinora, tutto avendo come effetto la creazione di un mercato interno prima inesistente che alimenta le aziende produttrici locali e quelle che importano prodotti stranieri, generando un indotto che noi dovremmo conoscere bene soprattutto nel suo valore.

Fare parallelismi con l'Italia è impossibile per tante ragioni, ma sicuramente Taiwan sta portando avanti un progetto in grado di generare un indotto molto importante per una delle attività industriali che ritiene strategihe con sole 25 aziende della cantieristica, alle quali si aggiungono aziende produttrici di accessoristica che finora hanno solo fornito i cantieri navali commercaili o militari o i cantieri internazinali.

Quanto abbiamo appreso dalle autorità locali nel corso di questi due giorni ci ha fatto riflettere. Taiwan considera strategica l'attività cantieristica del diporto e del turismo nautico perchè, giustamente, ne intravede le potenzialità anche in virtù della circostanza che ha visto finora le sue aziende dipendere quasi eslcusivamente dall'export. Il governo locale, gli operatori grandi e piccoli stanno affrontando un progetto a lungo termine, hanno avviato sul territorio un processo culturale di sviluppo di attenzione alle attività ludiche che si possono svolgere sul mare, stanno stimolando i privati a creare scuole vela e altre occasioni di incontro dei più giovani con il mare, agevolano le aziende per essere sempre più competitivi anche in ambito internazionale, non a caso sono prodotti proprio qui tanti yacht destinati soprattutto al mercato statunitense come Horizon, Alexander Marine e Global Yacht.

Tutto questo ci fa apprezzare in modo forte quanto sta facendo Taiwan per la sua industria nautica e navale del diporto, ma ci ha fatto anche riflettere su come i passati governi italiani si siano lasciati sfuggire l'occasione per evitare almeno in parte, il disastro che il nostro settore ha subito.

Dal punto di vista della produzione nautica ci sentiamo di affermare con sicurezza che abbiamo poco da imparare dall'industria taiwanese, la lunga storia della nostra industria unitamente alla grande attività di ricerca e sviluppo e al livello del design spiegano da sole il perchè del primato mondiale dei nostri prodotti, ma forse abbiamo qualcosa da imparare su come un settore industriale trainante per l'economia nazionale debba essere considerato al netto di qualsivoglia posizioine politica. 

Tornando al salone di Kaohsiung, vi proponiamo ora qualche immagine e nei prossimi giorni delle videointerviste che abbiamo realizzato sul posto ad alcune aziende italiane presenti, tra le quali Opacmare, Besenzoni e Ranieri Marine. Tra le italiane che abbiamo visto con piacere rappresentate con prodotti esposti dai rivenditori locali anche Azimut, MC Yacht, Sanlorenzo, ZAR Formenti e F.lli Razeto e Casareto, ma la cosa che ci ha fatto piacere è stato sentire da tutti gli operatori locali con i quali ci siamo confrontati sinora la frase: "Italians, best boats in the world".  

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