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Vela: PressMare ha provato il nuovo Advanced 80

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Advanced 80 copertiina
Advanced 80 copertiina

La navigazione a vela è qualcosa che nel tempo anziché ridimensionarsi come molte altre attività, ha trovato sempre più il favore di un pubblico appassionato capace di apprezzare lo sviluppo tecnologico e quello che è in grado di offrire. Alcuni cantieri hanno impiegato le risorse offerte dalla tecnologia per ottimizzare i processi produttivi, riuscendo in alcuni casi ad abbattere i costi, altri si sono concentrati maggiormente nella creazione di barche più leggere e performanti, altri ancora ne hanno approfittato per realizzare barche più voluminose per essere maggiormente accoglienti nel corso delle lunghe crociere. Tutto questo, anche se in molte circostanze adottate a dosi variabili più o meno in tutti i cantieri, lo ritroviamo in un esercizio di sintesi sull’intera produzione Advanced Yachts.

Advanced Yachts è un cantiere interamente italiano, capace di imporsi in tempi relativamente brevi sulla scena internazionale, proprio grazie allo sviluppo di progetti in grado di coniugare le esigenze dei tempi moderni in quella che è la più antica tradizione dell’andar per mare.

Riteniamo che le parole di Marco Tursini, fondatore del cantiere insieme ad Antonella Di Leo, entrambi velisti appassionati da oltre 20 anni, riescano a descrivere in modo egregio il concetto alla base della creazione dell’intera produzione Advanced: “Probabilmente la barca ideale non esiste, perché ognuno di noi ha la sua idea in merito, ma credo che uno yacht a vela in grado di combinare al meglio l’aspetto del comfort a bordo durante la crociera e le performance sia la risposta oggi più adeguata. Abbiamo cominciato a pensare alla nostra barca ideale dopo tante crociere e regate vissute a bordo di barche diverse, poi, ne parlavamo con amici come Mario Pedol, designer e progettista che non ha bisogno di presentazioni. Nella nostra mente avevamo una barca capace di offrire il massimo comfort e al contempo il massimo del piacere nel navigare a vela. Questo significava arrivare a progettare uno yacht particolarmente leggero, dotato di un piano velico e linee d’acqua tirate, ma al contempo con interni e un’ergonomia generale in grado di offrire quel piacere di soggiornarci di solito riservato ai cruise puri. Da subito l’idea ci ha affascinati e ha coinvolto anche i nostri amici, tuttora impegnati con noi nello sviluppo dei modelli della nostra gamma compreso l’80’ sul quale ci troviamo oggi, così abbiamo cominciato a lavorarci concretamente fino alla presentazione del primo Advanced nel 2010 in occasione del salone di Genova, l’A66 che ha ricevuto anche un premio come “Best Interior Design”. Dopo cinque anni siamo oggi impegnati nella produzione di quattro differenti modelli, il 44’, il nostro entry level che ha riscosso particolare successo grazie alle prestazioni che è in grado di esprimere, alla filosofia degli interni e non ultimo per la facilità di conduzione, poi, il nostro A60’, l’A66’ con cui abbiamo dato avvio alla nostra storia e infine questo A80’ del quale lascio a voi i commenti. Nella nostra filosofia sin dall’inizio la qualità è un cardine intorno al quale ruota l’intero progetto, questo significa un’accurata selezione dei materiali come resine, tessuti, acciai e tutti i componenti che un nostro yacht ospita, poi, metodo di costruzione e cura dei dettagli negli allestimenti”.

Marco Tursini ha detto molto di quello che avremmo voluto provare a sintetizzare noi, dunque, non ci resta che evidenziare proprio il riferimento alla qualità, perché in questo caso non si parla solo di rifiniture ben fatte, che pure ci sono, di materiali per l’allestimento accostati tra loro in modo da creare ambienti più o meno eleganti etc., in questo caso la qualità si riscontra spesso dove gli occhi non andranno mai. Ci riferiamo alla cura con cui sono fatti gli impianti, alla cura della lavorazione dei compositi, alle attenzioni all’ergonomia delle manovre e di tutto ciò che a bordo contribuisce a far percepire una barca ben fatta, solida e al contempo sufficientemente leggera da prendere in fretta il passo anche con poca aria.

Parliamo della nostra prova, perché merita innanzi tutto descrivere la giornata in cui l’abbiamo eseguita a largo di Porto Santo Stefano (GR), in compagnia dei titolari dell’azienda, dell’equipaggio orientale che l’armatore ha selezionato insieme al comandante italiano e di altri colleghi. Una giornata caratterizzata da assenza di vento al mattino e 25 nodi che dal primo pomeriggio al tramonto ci hanno accompagnato in bordi divertenti e in grado di farci comprendere la bontà del progetto.

La prima cosa che abbiamo apprezzato è la facilità di conduzione dovuta a una risposta rapida alle variazioni di barra, permettendo al timoniere di mantenere sempre la rotta impostata e di inseguire il vento come se si fosse a bordo di una deriva. Una barca molto reattiva e per questo anche molto divertente, perché si avverte la capacità di reagire anche alle piccole regolazioni del potente piano velico su albero e boma in carbonio con sartiame PBO.

Le due grandi timonerie a ruota sono posizionate in modo corretto e permettono sempre, anche in bolina a scafo molto sbandato, di offrire al timoniere il giusto supporto e al contempo la totale visibilità dell’orizzonte e di tutte le manovre, nonché della sofisticata ed efficace elettronica che equipaggia le due torrette. I winch elettrici dedicati alle scotte e al trasto randa operano sempre in modo rapido e sono facili da azionare, questo permette di regolare le vele sempre con efficacia e soprattutto velocemente anche dopo virate e strambate.

La coperta è molto ben organizzata e soprattutto è priva di variazioni di livello, in pratica quasi un “Flush Deck”, che permette di muoversi in modo sempre sicuro.

Non ci dilunghiamo nel descrivere l’organizzazione della coperta e degli interni perché lasciamo il compito alle immagini che potete scorrere nella galleria, ma indubbiamente una cosa va evidenziata: Advanced Yachts sin dal primo esemplare presentato, l’A66, ha fatto del rapporto tra gli esterni e gli interni un elemento distintivo dell’intera flotta oggi disponibile. Nel caso di questo 80’ l’evidenza di questa intenzione progettuale si osserva nelle ampie vetrate della tuga che hanno il compito di fornire luce e visibilità agli interni, il tutto, con forme della sovrastruttura che pur assicurando agli interni elevata abitabilità non sono invasive per il layout esterno, anzi, il risultato è un profilo molto slanciato e sportivo.

Altra cosa che le immagini non possono raccontare, ma che riteniamo degna di nota è la selezione dei materiali e dei processi costruttivi, cui faceva cenno il nostro ospite nel corso della nostra chiacchierata in merito a questo yacht a vela. Pannelli in sandwich di VTR e carbonio con rinforzi in carbonio unidirezionale nei punti di maggiore sollecitazione, impregnati con resine epossidiche e mediante il processo del sottovuoto. Altra particolarità, scafo e coperta sono entrambi realizzati con stampi femmina. Da queste scelte deriva un peso complessivo relativamente contenuto, a fronte di robustezza e rigidità strutturali. Ma non è tutto, perché uno degli elementi fondanti dell’intero progetto era il contenimento delle masse verso l’alto per poter ridurre anche quelle immerse, dunque, coperta in carbonio, armo totalmente in carbonio e il risultato è uno yacht reattivo anche con poca aria e gustoso con venti tesi.

La nostra prova è durata tutto il giorno fin oltre il tramonto, perché quando è arrivata l’aria che speravamo il piacere di navigare sull’Advanced 80 ha fatto dimenticare a tutti gli impegni che avevamo sulla terra ferma. Ciò che  abbiamo portato a casa come impressioni è una straordinaria capacità di prendere il passo con poca aria, alla quale si aggiunge la possibilità di gestire le manovre in modo rapido e semplice anche quando le condizioni mutano. Questo fa sì che l’Advanced 80’ si riveli un mezzo sempre all’altezza, ma soprattutto, divertente e molto comodo.

Dopo il nostro test la barca ha partecipato alla recente edizione dell’Atlantic Rally for Cruiser, una regata oceanica a tappe che attualmente vede la flotta in Pacifico dopo aver lasciato le isole Galapagos. Inutile dire che l’Advance 80’ si è distinto nella classifica ottenendo anche dei riconoscimenti importanti, ma onestamente, ce lo aspettavamo.

Di seguito vi proponiamo la tabella dei dati registrati alle diverse andature, dalla quale sarà facile per tutti intuire il livello di prestazioni che questo yacht a vela tutto made in Italy è in grado di esprimere.

Vento-nodi         6        8      10     12     14     16     20     25

Angolo

36°                     5.66  7.09 8.07 8.80 9.31 9.64  10.02 10.29

40°                     6.30 7.75 8.77 9.47 9.89 10.16 10.53 10.82

45°                     6.99 8.47 9.48 10.05 10.41 10.66 11.03 11.30

52°                     7.79 9.32 10.15 10.62 10.94 11.16 11.54 11.86

60°                     8.52 9.97 10.66 11.07 11.37 11.64 12.08 12.50

70°                     9.17 10.46 11.11 11.53 11.88 12.18 12.70 13.21

75°                     9.36  10.62 11.30 11.73 12.10 12.43 12.98 13.54

80°                     9.48 10.72 11.44 11.91 12.31 12.65 13.25 13.86

90°                     9.51 10.76 11.54 12.14 12.64 13.06 13.74 14.54

110°                   9.33 10.84 11.71 12.37 12.92 13.41 14.38 15.91

120°                   9.03 10.65 11.56 12.39 13.10 13.70 14.83 16.28

135°                   7.83 9.71 10.76 11.63 12.47 13.31 15.09 17.23

150°                   5.67 7.42 9.03 10.21 11.09 11.93 13.56 16.14

165°                   4.31 5.76 7.15 8.46 9.67 10.59 12.13 14.12

180°                   3.87 5.18 6.46 7.68 8.87 9.91 11.48 13.27