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Vela: l'America's Cup e Oman Sail

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L'America's Cup in Oman
L'America's Cup in Oman

Oman Sail

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Perché le Louis Vuitton America’s Cup World Series nel 2016 iniziano proprio dal mare antistante Muscat, la suggestiva capitale dell'Oman? Perché questo paese, con una forte tradizione marinara che ne ha catterizzato la storia, è sicuramente uno di quelli che in assoluto ha investito più sulla vela negli ultimi anni, attraverso Oman Sail e dunque questa America's Cup arriva in un certo senso a esserne il sugello. Oman Sail è un progetto nato nel 2008 con lo scopo di valorizzare il Sultanato sotto il profilo turistico, ma soprattutto culturale per i giovani omaniti, che hanno avuto accesso a una disciplina sportiva oltremodo educativa. L'obiettivo fissato per il 2020 è quello di riuscire a far praticare lo sport della vela a 70.000 bambini! Oman Sail oltre ad aver portato alla costituzione d’innumerevoli scuole di vela, che rendono questo sport facilmente accessibile a tutti, ragazzi e ragazze, egalitario, ha avuto anche un importante sviluppo in ambito sportivo: con il finanziamento di barche ed equipaggi che sotto l’egida omanita hanno partecipato con ottimi risultati alle più importanti regate al mondo; con l’organizzazione di gare come i Campionati Mondiali Laser, l’Extreme Sailing Series, i GC32, i J80, i 49er e i piccoli Optimist, che hanno fatto di Muscat la capitale mediorientale delle competizioni veliche.

Anche nella conferenza stampa di ieri gli skipper dei team partecipanti hanno giustamente sottolineato l'importanza di questo progetto, per i suoi risvolti culturali ed educativi, ma anche in termini strettamente legati allo sport, alle competizioni veliche. "Queste scuole danno modo a tanti ragazzi di andare in barca - ci ha detto Dean Barker, di Softbank Team Japan - ed è importante perché così si crea un vero e proprio movimento sportivo, un serbatoio un grado di produrre tanti atleti forti, un po' come accade nel mio paese, in Nuova Zelanda, e credo anche da voi, in Italia. Forse, fra questi giovani omaniti che prendono oggi dimestichezza col timone e col vento sugli Optmist, potrebbe esserci anche il campione di domani, quello che un giorno potrebbe alzare l'America's Cup al cielo."

Sulla stessa lunghezza d'onda è stata la risposta dell'australiano Spithill, che molti ricorderanno nel 2007 al timone di Luna Rossa e che oggi regata sotto il guidone del Golden Gate Yacht Club di San Francisco, cioè su Oracle Team USA.

"Jimmy tu sei stato il più giovane timoniere di una barca dell'America's Cup - nel 2000 su Young Australia ndr - pensi che il tuo record potrà essere battuto un giorno da un ragazzo di Muscat?"

"Sarebbe bello, qui lavorano per questo e gli auguro di riuscire. Oman Sail è un modo illuminato di vedere l'educazione dei giovani attraverso lo sport ed è un'idea che dovrebbe essere replicata anche altrove. Il mio team con l'aiuto degli sponsor partecipa a Endeavour Programme, un progetto per i ragazzi delle Bermuda. Anche lì si incentiva la vela mettendo innanzi tutto a disposizione i mezzi cioé le barche. Senza barche questo sport non si fa, se non ti mettono a disposizione una barca non saprai mai se sei tagliato per timonarla. Dunque ben vengano iniziative del genere che fanno bene allo sport e che fanno bene alla gente."

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