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Nautica: alcune domande a Carla Demaria, Presidente UCINA Confindustria Nautica

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Carla Demaria, foto Borlenghi
Carla Demaria, foto Borlenghi

Nello scrivere di nautica tutti i giorni, se il lettore è soddisfatto, si diventa punto di riferimento per tutti gli argomenti. Molte domande che recepiamo dal mondo dell’utenza durante la nostra attività giornalistica, riguardano il campo normativo, ambito dove UCINA sta svolgendo un intenso lavoro, come scriviamo da alcuni anni, e con notevole profitto.  Per questa ragione ci siamo rivolti a Carla Demaria, che vediamo svolgere le sue funzioni presidenziali con grande passione e buonsenso, ponendole le domande che seguono, riservandoci, nel caso, di approfondirle ulteriormente.

Presidente a Dusseldorf  UCINA Confindustria Nautica ha portato un pieghevole dal titolo molto chiaro: “Numeri tanti, parole 0”,

Si. Si tratta dei risultati istituzionali conseguiti dall’Associazione nell’ultimo quadriennio: 28 interventi legislativi, 15 circolari dei trasporti, tre circolari delle agenzie Entrate e Dogane, la modifica del Redditometro, la Legge delega di riforma del Codice della nautica. Solo una parte di questi risultati si deve all’ultimo anno di mia presidenza, e molti ai due past president e sono una dimostrazione della forza di un’associazione che ha un patrimonio condiviso e non è una “proprietà” di singoli.

Risultati che hanno stupito anche gli interlocutori tedeschi…

A dire il vero non solo. Precedentemente anche in occasione del Boatshow di Londra in molti mi hanno fatto i complimenti per l’incredibile lavoro svolto da UCINA. Questo ci deve far riflettere.

Su cosa?

Che troppo spesso noi italiani non ci sappiamo guardare allo specchio con obiettività, incapaci di cogliere la nostra forza e anche i nostri risultati. E magari ce lo devono venire a dire dall’estero.

Alcuni hanno fatto più scalpore, come la recente abolizione della tassa di possesso, altri sono meno noti.

E normale che sia così. Forse non siamo abbastanza bravi a comunicare le mille cose che facciamo per tutti gli operatori del settore, secondo la logica di una federazione che si occupa dell’intera filiera e non di un segmento specifico. Però ci sono aspetti che veramente cambiano la vita delle aziende e degli operatori. Pensiamo per esempio alla circolare che garantisce, anche ai fini della copertura assicurativa, la navigazione con targa prova anche in acque estere. La cancellazione del nulla-osta dell’Agenzia delle Entrate per la vendita all’estero delle unità o l’eliminazione delle procedure di arrivo e partenza per gli scali intermedi dei grandi yacht extra UE. Ci sono anche le non-notizie, che in quanto tali sono spesso le più importanti. Pensiamo all’aver bloccato due disegni di legge che avrebbero fortemente inciso sulla vendita dei natanti.

Di tutti gli aspetti specifici parleremo prossimamente con i presidenti dei Settori in cui si articola UCINA (Navi, Natanti e imbarcazioni, Battelli pneumatici, Vela, Motori, Accessori, Porti e servizi ndr.), ma qual è il prossimo obiettivo?

Ce ne sono diversi. In UCINA ho trovato un team di persone che lavora tanto e con tanta passione, non ci fermiamo mai… e li saprete appena raggiunti.

L’ultima domanda sull’IVA al 10%.

Abbiamo fatto un lavoro straordinario, che ha avuto grandssima eco in Europa. E’ incredibile che si sia cercato di smontarlo per una mera bega di palazzo. Nemmeno un’ora dopo la pronuncia della Corte Costituzionale (che mette a rischio l’applicazione dell’IVA turistica agli ormeggi a breve, ndr), eravamo già in campo con i vari interlocutori del Governo per trovare una soluzione.

Cosa è successo?

La Regione Campania ha fatto ricorso contro la norma statale che riconosce i Marina e resort e, conseguentemente, consente l’applicazione dell’IVA al 10% sugli ormeggi a breve. Si tratta di una vera e propria beffa perché secondo la stessa Corte, attenendo la questione anche alla materia tributaria (di competenza statale, ndr), di per sé l’intervento del legislatore nazionale non sarebbe illegittimo. Ma lo sarebbe divenuto non avendo ottenuto la previa intesa con la Conferenza delle Regioni per la stesura del decreto attuativo. 

 

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