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Vela: dall’America’s Cup alla crociera, una “central spine” italiana per il nuovo Class 6 di O Yachts

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Vela: dall'America's Cup alla crociera, una "central spine" italiana per il nuovo Class 6 di O Yachts
O Yachts Class 6

Dusseldorf 31 gennaio – Ultimo giorno di  Boote all’insegna del ritrovato ottimismo e ultime possibilità per vedere non solo barche ma anche nuovi progetti. Uno dei più interessanti si trova nella Hall 15 stand B39 presso O Yachts, un produttore di catamarani custom il cui brand è ancora poco conosciuto ma le cui barche appaiono decisamente innovative e destinate a sicuro successo.
Nello stand viene esposto il modellino del cat Class 6 attualmente in costruzione in Lettonia, sede del cantiere che si affida alla cultura marinare delle maestranze baltiche. Sviluppato sull’esperienza dei Class 4 già naviganti con il contributo del compianto velista Laurent Bourgnon (scomparso in mare il 24 giugno 2015 durante un’immersione in Polinesia dove si trovava con il suo cat da crociera, vinse su multiscafi regate quali la Route du Rhum, la Transat Jacques Vabre e la Quebec St. Malo) il Class 6 si caratterizza per lo “Spine Concept” derivato dai catamarani di America’s Cup e utilizzato su quelli da crociera con grandi vantaggi strutturali e pratici. Si tratta di un longherone centrale in carbonio che è di fatto la spina dorsale dell’intera struttura, che risulta così più rigida, leggera e al contempo resistente. Non solo: l’albero può essere posizionato liberamente nel punto migliore per bilanciare il piano velico e non obbligatoriamente in prossimità della paratia strutturale come avviene nei catamarani da crociera tradizionali. In più in caso di mare agitato, il semiscafo in carbonio taglia le onde, assieme alle modernissime prue wave-piercing, riducendone l’impatto con la piattaforma. Avendo ben chiara l’esigenza di limitare il peso senza incidere sull’affidabilità della struttura, O Yachts (dove O sta per Owner) si è affidata a Doug Schickler & Davide Tagliapietra sia per il calcolo delle strutture che per l’ottimizzazione delle forme di carena e dei daggerboard che provvedono al lift idrodinamico della barca in navigazione. La loro esperienza ingegneristica, tanto nello yacht racing e in America’s Cup quanto nella progettazione completa di scafi da crociera, si è rivelata l’ideale complemento del team progettuale, del quale fa parte anche il designer di provenienza automotive Andrei Trofimchouk.

Tra le caratteristiche innovative del progetto Class 6 troviamo anche la sua scalabilità: in pratica il futuro armatore potrà scegliere la dimensione compresa tra un minimo 17,9 metri (per sole 13 Ton di dislocamento) e una lunghezza massima di 19,5 m. Saranno ben 14 le persone imbarcabili. Lo yacht n° 1 la cui consegna è prevista per il 2017 sarà lungo 18 metri e mezzo.

Giuliano Luzzatto
Twitter: @gluzzatto
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