Home > Comunicazione > Press Mare > Nautica: Rolex e la vela

Nautica: Rolex e la vela

 Stampa articolo
Robertissima III alla Maxi Rolex Cup
Robertissima III alla Maxi Rolex Cup

“La velocità è la forma d’estasi che la rivoluzione tecnologica ha regalato all'uomo.” Tecnologia ed estasi – come scrive Milan Kundera nel libro La lenteur – sono uno strano connubio rispetto al quale, aggiungiamo noi, il tempo recita sempre un ruolo assolutamente determinante. Immutabile e inesorabile unità di misura all’interno di una formula che dà luogo a un dato certo, la velocità, ma anche, quando si parla di estasi, un valore molto meno definito, anzi labile, nel quale il vortice delle emozioni può fare di un attimo un momento lunghissimo, addirittura eterno nella memoria di ciascuno di noi. Un concetto che assume ancor più attinenza ogni qual volta c’è una bandiera a scacchi sotto la quale passare, una fettuccia da strappare col petto oppure quella linea immaginaria in uno specchio d’acqua, fra due boe, da varcare. Anche nelle regate, infatti, la misurazione del tempo quanto più precisa è divenuta una necessità ineluttabile, dovuta proprio ai passi avanti fatti dalla tecnologia che mette oramai a disposizione di chi pratica lo sport della vela imbarcazioni incredibilmente performanti, che riescono a essere più veloci del vento che le spinge. A bordo di questi bolidi oggi più che mai anche gli attimi sono divenuti decisivi: ogni qual volta si devono prendere decisioni per compiere manovre immediate, che proprio grazie alla tempestività riescono a far andare una prua davanti a quella dell’avversario; al traguardo, dove i distacchi si contano ormai in secondi o frazioni, pure se la sfida è da una sponda a un’altra di un oceano.

La presenza di Rolex, emblema dei misuratori del tempo, in alcune delle più importanti regate internazionali, appare come un ideale contributo a quello “strano connubio”. La fredda perfezione dei meccanismi di alta orologeria che scandiscono il susseguirsi degli istanti fra una virata e l’altra, fra un’accostata all’orza o una strambata, come innesco all’adrenalina che si genera a bordo mentre si regata, comburente assolutamente dirompente della competizione fra equipaggi, barche ed elementi, e della velocità, del correre sull’acqua aggrappati a della tela issata su un albero.

Rolex per cogliere l’attimo, Rolex per vincere, Rolex per ricordare un momento che resterà scolpito nella memoria, senza tempo come l’eleganza dei suoi gioielli da polso. Rolex al fianco di barche e marinai in regate diverse ma sempre speciali, piene di storie e di eventi sportivi, mondani o dove talvolta, purtroppo, la cronaca supera lo sport, ma che restano sempre e comunque da raccontare.

Fra le altre ricordiamo la Rolex Sidney Hobart Yacht Race, una gara pazzesca e per noi dall’altra parte del mondo, 628 miglia a perdifiato a lambire il profondo Sud del globo, dove il mare e il vento sferzano ogni cosa e arrivare sani e salvi, talvolta, è di per sé già una vittoria.

La Rolex Fastnet Race, un trofeo nato nel 1925 e fra i più ambiti del circuito offshore. Dunque, una regata classica, di 608 miglia dall’Inghilterra ad accarezzare il sud dell’Irlanda, che ogni due anni, a metà agosto, diviene argomento principe negli yacht club di tutto il mondo, anch’essa in grado di poter sorprendere per la durezza degli elementi.

Rolex Farr 40 World Championship, una regata “one design” cioè con le barche tutte uguali, di poco più di 12 metri di lunghezza, che prendono nome dal progettista che le ha disegnate, il neozelandese Bruce Farr, probabilmente il più titolato in termini di trofei vinti. Una regata ad armi pari, quindi, molto selettiva per gli equipaggi in termini di tecnica, di tattica, nella capacità di sfruttare al massimo ogni dettaglio dell’imbarcazione che ne mette però in risalto assoluto la bravura.

Rolex Swan Cup, un trofeo stavolta monomarca, aperto cioè ai soli armatori di Nautor’s Swan - barche icona di sportività ed eleganza - organizzato da uno dei più prestigiosi yacht club del mondo, lo Yacht Club Costa Smeralda, che annualmente alterna i campi di regata in due location fra le più belle ed esclusive: nelle acque di Virgin Gorda, Isole Vergini Britanniche, dove recentemente è stata aperta una Clubhouse dello YCCS, e in quelle antistanti la propria sede storica di Porto Cervo.

Ed è proprio in Italia che sotto l’egida di Rolex si svolgono in settembre altre tre regate evento imperdibili, in grado di emozionare non solo i fortunati componenti degli equipaggi che vi parteciperanno. A inizio mese, ancora in Costa Smeralda e sempre con l’organizzazione dello YCCS, prende il via la Maxi Rolex Cup. La prossima sarà l’edizione 36 e come al solito vedrà alla partenza un numero cospicuo di scafi, circa una quarantina di maxi yacht a vela suddivisi in due distinte categorie: quella dei classe Maxi 72, mini maxi racer di 72 piedi, e quella Supermaxi, dove possono essere iscritti solo gli yacht oltre i 30,5 metri di lunghezza. Vuoi per le dimensioni e per il numero delle barche in competizione vuoi per il vento che nel nord della Sardegna non manca mai, al di là della competizione sportiva, lo show è indubbiamente assicurato.

Come sicuramente c’è spettacolo da godere anche pochi giorni dopo in Liguria, dove le barche che hanno fatto la storia delle competizioni veliche si sfidano nella Portofino Rolex Trophy, organizzata dallo Yacht Club Italiano. Una manifestazione infatti riservata a scafi d’epoca delle classi 12 Metri S.I. e 15 Metri S.I. - dove i Metri sono riferiti ai calcoli della stazza e non alla lunghezza scafo, e S.I. sta per Stazza Internazionale ovvero il primo Regolamento concordato fra yacht club, risalente al 1907, al quale i progettisti di barche a vela si dovettero attenere per consentire regate fra imbarcazioni simili – che misurano rispettivamente circa 21 e 24 metri di lunghezza. Velieri di una bellezza estrema proprio in virtù dei loro scafi slanciati, degli altrettanto inconfondibili sistemi di alberi e vele classici di cui sono dotati, tipo l’armo aurico o il bermudiano, portati a nuova vita e dunque in grado di tornare a regatare fra loro, in virtù di restauri capillari, quasi museali ai quali armatori appassionali li hanno sottoposti.

A chiudere questo importante trittico di regate c’è la Rolex MBA Conference Regatta a Santa Margherita Ligure, una competizione alla quale partecipano gli studenti master delle più importanti business school del mondo, a cominciare da quelli provenienti dalla SDA Bocconi. Un evento che oltre ad avere un alto tasso agonistico, diviene anche un happening culturale di spessore, ulteriormente formativo per i manager di domani, visto che prevede conference con personaggi provenienti dal mondo degli affari e dell’arte.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Pressmare