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Rolex Sydney Hobart Yacht Race: Comanche vince, Maserati al momento quarta

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Comanche, foto Stefano Gattini
Comanche, foto Stefano Gattini

E' ormai giunta la notte a Hobart e Comanche, il 100 piedi in carbonio che appartiene a Jim Clark, magnate americano fondatore di Netscape, ha appena tagliato per primo il traguardo situato alla foce del Derwent River, nella regata che ha visto una novantina di scafi partire la mattina australiana del 26 dicembre, da Sydney facendo prua a Sud, verso la Tasmania. Dopo 2 giorni e 9 ore di navigazione è prima in tempo reale. E' presto per valutare le classifiche in tempo compensato, visto che nelle ultime ore le imbarcazioni sono incappate in una piatta che sta clamorosamente rallentando tutti i partecipanti.

L’edizione numero 71 della Rolex Sydney Hobart Yacht Race per buona parte è stata però una regata dura per le condizioni meteomarine, con vento forte e onda contrari rispetto alla lay line per buona parte della competizione, e ricca di colpi di scena sin dalla partenza, quando Maserati di Giovanni Soldini restava ferma per una ventina di interminabili minuti, sfortunatamente impigliata nelle cime di una boa.

Nella mattina del 26 la rottura della randa aveva messo fuori gioco Wild Oats XI, al momento in testa, racer dell’australiano Bob Oatley che vinse la Sydney Hobart già nel 2005, appena varata, e che anche lo scorso anno arrivò prima per l’ottava volta, proprio davanti a Comanche, divenendo la barca più vincente nella storia della regata.

Tolta di mezzo la favorita, è stata poi la volta della sfidante, Comanche, ad avere problemi. Sempre nelle prime ore della Rolex Sydney Hobart Yacht Race, mentre era prima ha urtato un corpo sommerso che le ha provocato danni alle appendici, soprattutto a uno dei due timoni, quello di dritta. Un’avaria che sul momento aveva spinto Ken Read, lo skipper, a invertire la rotta per il ritiro, ma che è poi stata parzialmente risolta, dando la possibilità di riprendere la regata alla barca, quando era alle spalle di Rambler.

Se è vero che la fortuna è cieca, la sfiga invece ci vede benissimo e ha continuato a bersagliare chi era in testa e così, poco dopo, è stata la volta anche dell’ 88 piedi che appartiene a George David, a urtare qualcosa di sommerso, mettendo anche Rambler pressoché nelle stesse condizioni di avaria di Comanche, che ne approfittava per tornare in testa.

Se i primi sono stati nelle condizioni di proseguire, parecchie delle barche che seguivano, complice il meteo avverso, hanno invece accusato tutta una serie di rotture che durante la seconda giornata di navigazione hanno tolto di mezzo circa un terzo degli iscritti alla regata.

Mano mano che ci si è avvicinati alla Tasmania, però, le condizioni meteo sono migliorate, portando la flotta verso un’area di alta pressione con poca, pochissima aria che ha indubbiamente favorito i maxi yacht, in primis Comanche, che con la sua enorme superficie velica ha saputo cogliere e sfruttare al meglio ogni refolo, per consolidare la sua posizione di leader fino al traguardo, raggiunto con 50 miglia di anticipo rispetto a Rambler. Anche quest’ultima non dovrebbe avere grossi problemi ad arrivare seconda in tempo reale, avendo accumulato altre 25 miglia sulla terza, Ragamuffin, un’altra 100 piedi con la quale Maserati di Giovanni Soldini, attualmente quarta, ha ingaggiato una bellissima battaglia a colpi di virate e bordi in marcamento, quasi fosse un match race, finché c’è stato vento forte. Come al solito lo skipper milanese ha fatto valere le sue capacità tattiche e di marinaio, in grado di cavare fuori il meglio dalla barca di cui dispone, culminando la propria rincorsa per recuperare le miglia perse con l’incidente in partenza, fino al raggiungimento della terza posizione, nella giornata di ieri. Purtroppo, non appena il vento è iniziato a calare, il “piccolo” VOR 70 Maserati, nulla ha potuto contro lo strapotere delle barche più grandi iniziando a perdere velocità e ora naviga a circa 40 miglia di distanza dalla terza, nonostante pure Ragamuffin abbia avuto la sua dose di problemi quando a circa 170 miglia dal traguardo ha rotto anch’essa una delle derive. Maserati di Giovanni Soldini ora deve piuttosto guardarsi le spalle da Cinese Whisper, quinta in classifica, che la segue ormai a poco più di 18 miglia di distanza.

 

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