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Nautica: a proposito del botta e risposta fra UCINA e Nautica Italiana, Demaria e Vitelli

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Carla Demaria e Paolo Vitelli
Carla Demaria e Paolo Vitelli

Botta e risposta

La vivacità delle opinioni, il botta e risposta che si è espresso attraverso Pressmare tra Ucina e Nautica Italiana, testimoniano del perdurare dei problemi per il settore nautico e della necessità di un fronte comune per affrontarli. La parola nautica ha purtroppo da sempre un effetto negativo sul potere politico e l’informazione giornalistica generalista, mentre l’attività del comparto, produttivo e turistico, che stimola come nessun altro l’iniziativa imprenditoriale privata, imprigionata da una burocrazia speculativa e avversata da assurda anacronistica ideologia politica, quanto meno non dovrebbe essere contrastata. Le attività nautiche sono una ricchezza della nazione e come tali andrebbero valutate, mentre la politica guarda ancora alla portualità turistica come fenomeno di speculazione territoriale e intanto interi quartieri di città grandi e piccole sono sorti nell’abuso più totale e ricavi miliardari. In questi giorni si parla tanto di Expo, un risultato vincente partito da episodi di grande corruzione e condotto al successo anche grande a un’azione comune, vittoriosa, stimolata dal nostro Governo. E si tratta di briciole se paragonato al successo globale delle nostre barche, alla leadership internazionale della cantieristica Made in Italy, alle trascurate potenzialità turistiche delle nostre coste, capacità ignorate dall’opinione pubblica alla quale la nautica è stata dipinta con colori più che foschi. Ma ora è tempo di cambiare e di riunire tutte le forze in campo per stimolare il Presidente del Consiglio a una svolta politica che, approfittando delle modifiche necessarie al Codice della nautica, allo studio del Governo, recepisca le nuove esigenze del settore, riconoscendo il valore sociale ed economico dell’andare in barca, il contributo sostanziale che esso può dare alle economie locali e al PIL. Ogni scelta associativa è sacrosanta ma poi il valore scaturisce dai risultati che si ottengono. Allargando la rappresentanza e mantenendo una voce univoca si ha più forza politica e da parte nostra possiamo solo assicurare della volontà di esserne la voce.

Pressmare è pronta a organizzare un tavolo dove UCINA e Nautica Italiana possano parlare alla luce del sole, abbassando i toni e mettendo da parte ogni personalismo e personalizzazione della querelle cui stiamo assistendo, per aprire un dialogo finalmente costruttivo e non distruttivo, partendo da tutti quei punti che accomunano l'attività delle due associazioni, trovando soluzioni ragionevoli per l'intero comparto.

 

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