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Nautica: il mercato è ripartito ma va aiutato

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Folla al Salone di Genova 2015
Folla al Salone di Genova 2015

E' troppo presto esprimere certezze, ma sembra proprio che la svolta auspicata finalmente si sia materializzata e finalmente l'acquisto di barche stia riprendendo. Almeno, queste sono le risultanze del recente Nautico di Genova, che prosegue le positività degli show di Montecarlo e Cannes. Più difficile il mercato delle piccole barche, che si rimuove invece a Napoli con costruttori regionali, mentre si apre sabato e domenica a Salerno il Marina d'Arechi Boat show al quale dovrebbero partecipare 300 espositori in attesa di oltre ventimila visitatori. Siamo assai lontani dai movimenti di folla di decenni passati, ma il risveglio c'è e sembra promettente. La passione per il mare e le barche esiste ancora, ma va opportunamente sostenuta con iniziative che riportino in barca gli appassionati che se ne sono allontanati. C'è una nuova cultura del tempo libero e delle spese per esso. Sembra sostanzialmente abbattuta la concezione di status symbol dell'unità nautica a vantaggio del soddisfacimento di quella passione marinara innata negli italiani che vivono nei famosi ottomila chilometri coste e non solo. Ma deve crescere l'azione politica a favore e deve essere riconosciuta la funzione sociale delle attività in barca, da trattare quanto meno con lo stesso rispetto di altre equivalenti. L'attuale Parlamento ha riconosciuto gli errori commessi da precedenti governi nei confronti del settore e hanno dato mandato al Governo Renzi di rimediare con decreti delegati che migliorino la normativa. Solo per conferire il mandato sono stati necessari più di due anni, ora con l'abolizione del vecchio Senato i tempi dovrebbero essere più celeri. La grande nautica nonostante tutti i contrasti politici, grazie al mercato globale in cui opera da decenni, ha conquistato una leadership preziosa per l'economia del paese che ora è necessario mantenere. Poi è necessario recuperare il resto delle costruzioni e delle attività di tempo libero perché costituiscono un patrimonio che finora non é stato sfruttato, anzi non accettato politicamente e perciò lasciato alla concorrenza di altri paesi mediterranei. Questo é il progetto di rilancio a cui si deve pensare, riunendo tutte le forze delle diverse rappresentanze in una comune azione di successo. La nautica può e deve dare il suo contributo alla ripresa economica dell'Italia.