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Nautica: prova in mare del Pershing 62

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Pershing 62
Pershing 62

Pershing 62

Se è vero che nella maggior parte dei casi l’acquisto di un’imbarcazione è un impulso dettato dall’emozione, quando si tratta di una Pershing la suggestione ispirata dalle forme diviene quasi eccitazione pensando all’adrenalina che uno scafo così sportivo nelle linee può regalare anche in termini di performance.

 

Aspettativa attesa anche nel caso del Pershing 62, il nuovo modello che il cantiere marchigiano ha proposto per la stagione 2014, esposto ai saloni di Cannes e Genova, e pronosticabile già solo leggendo la sua scheda tecnica. Lo dicono l’abbondante cavalleria installata –una coppia di MTU 10V 2000 M93 motorizzava l’esemplare da noi provato, ma la barca nella versione standard è dotata dei poco meno esuberanti MTU 10V 2000 M84 da 1.381 mhp cadauno – e il sistema propulsivo con eliche di superficie Searex adottato – richiedibile anche in versione a gestione elettronica “Autotrim” - in grado di scaricare in acqua fino all’ultimo degli oltre 3.000 HP disponibili. Ma soprattutto è scritto dove si parla della sua carena che, opportunamente ottimizzata in relazione alle nuove dimensioni e pesi, deriva da quella dei fortunati modelli 56 e 58, prodotti in oltre 70 esemplari, che nell’ormai quasi trentennale storia Pershing vengono conosciuti come fra i più centrati ed efficienti in termini di opera viva.

Aspettativa pienamente confermata dalla barca finita, come abbiamo potuto toccare con mano navigando sul Pershing 62 e cogliendo proprio nella sua carena monoedrica con deadrise di 14°, nelle sue qualità evolutive e nella velocità che sa esprimere, uno dei punti di forza di questo motoryacht. Il suo comportamento al timone è quasi assimilabile a quello del classico motoscafo, di un runabout ben più piccolo di dimensioni. E invece, nonostante i quasi 19 metri di barca, l’accelerazione quando si affonda sulle manette è decisa, fino a superare i 46 nodi di massima, le medie velocistiche consentite ad andatura di crociera sono alte - 42 nodi - ma soprattutto la barca mostra una capacità di accostare davvero degna di nota, tale da auspicare una più ricca presenza di tientibene a disposizione degli ospiti, visto quanto lo scafo può stringere le virate. Un’esuberanza e una manovrabilità da saper dosare, ma che rende appunto la 62 una barca adrenalinica, a chi piace il genere oltremodo divertente, senza tuttavia venir meno alle aspettative di vivibilità e comfort che assieme agli stilemi tipicamente Pershing e all’eleganza degli arredi, fanno da sempre parte del family feeling che caratterizza l’intera gamma.

Un progetto, quello del nuovo open, nato dal lavoro di un team oltremodo consolidato, dove spicca innanzi tutto la mano di Fulvio De Simoni, architetto al quale vanno attribuiti tutti i Pershing finora prodotti, a partire dal primo, indimenticabile 45 disegnato nel 1985. Assieme alle migliori risorse del Gruppo Ferretti, cioè alla struttura della AYTD (Advanced Yacht Technology & Design) di cui fanno parte ingegneri, architetti e designer, al Comitato Strategico di Prodotto, composto da Norberto Ferretti, Piero Lardi Ferrari, Lamberto Tacoli e altri manager, e al Dipartimento Marketing, è nato il concept di un motoryacht estremamente filante, forse ancor più grintoso nelle sue forme quasi stretchate rispetto all’icona Pershing e con la caratterizzazione di un’inedita livrea grigia, più scura di quella che accomuna solitamente il resto della gamma, tendente alle tonalità del carbonio. Degne di nota sul nostro taccuino sono anche le grandi superfici vetrate che definiscono la silhouette barca, contribuendo senz’altro a renderla slanciata, ma anche luminosa in ogni ambiente.

L’esemplare sul quale abbiamo navigato, il primo costruito, ha un layout della zona notte abbastanza classico per scafi di tipologia e taglia simili, con una configurazione del sotto coperta a tre cabine – l’armatoriale a centro barca, full beam, la VIP con letto posizionato obliquo all’estrema prua. e fra le due, a dritta, una ospiti – tutte con locale bagno dedicato e relativo box doccia. Altrimenti, la Pershing 62 potrà essere richiesta come l’esemplare numero due, ormai prossima al varo, che avrà una configurazione del sotto coperta meno consueta, con due sole cabine, l’armatoriale e la VIP, e in luogo della terza uno spazio comune dedicato a living.

Sul ponte principale c’è invece l’ampio salone con pavimento in parquet di rovere grigio. Grazie alla vetrata di poppa apribile e a scomparsa, può divenire un ambiente senza soluzione di continuità rispetto al pozzetto, dove, all’estrema poppa, sopra il garage, è posizionato un vasto prendisole. Nel vano, caratterizzato dall’uso di mobilio con finiture grigio quarzo laccate lucide, abbinate ad ante in ebano con venature verniciate opache a poro chiuso, c’è poi la zona pranzo, con tavolo apribile, anch’esso in ebano, in grado di ospitare sei persone. Quindi troviamo il living con divani a L al quale sulla dritta è contrapposto un mobile che contiene un frigorifero da 42 lt., i sistemi entertainment e la TV a scomparsa.

L’ultimo appunto sul nostro notes riguarda l’introduzione per questo nuovo 62 del sistema di varo e alaggio del tender, mutuato dai Pershing di dimensioni maggiori. In pratica la parte centrale della spiaggetta, mobile e abbattibile, consente la rimessare il battello nel garage col semplice uso di un argano, senza l’utilizzo di una gruetta.

Scheda tecnica

Lunghezza f.t. m 18,94 – larghezza m 4,80 – immersione massima m 1,43 – dislocamento a pieno carico t 39 – portata massima 14 persone– riserva carburante l 3.200 – riserva acqua l 740 - motorizzazione 2x1.523 mhp MTU 10V 2000 M93 – velocità massima nodi 46,5 – velocità di crociera nodi 42 – autonomia a velocità di crociera mn 280 - Categoria di progettazione CE A

 

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