Home > Comunicazione > Press Mare > Yacht Design: il Riva 76’ Coupé raccontato da Mauro Micheli

Tag in evidenza:

Yacht Design: il Riva 76’ Coupé raccontato da Mauro Micheli

 Stampa articolo
Riva 76 Coupe
Riva 76 Coupe

Cresce l’aspettativa per i saloni nautici che si svolgeranno nel mese di settembre, con i quali sarà decretato l’inizio della stagione nautica 2016. In particolare lo Yachting Festival di Cannes viene atteso quasi con trepidazione da addetti ai lavori e appassionati, perché, come ogni anno, sarà la suggestiva vetrina dove si potranno ammirare per la prima volta parecchie delle imbarcazioni novità che caratterizzeranno per i mesi a seguire il mercato della nautica e, conseguentemente, le produzioni dei cantieri.

Fra le star preannunciate al debutto, c’è la Riva 76’ Coupé che, assieme alla Riva 88’ Florida e a Riva 88’ Domino Super, sarà esposta con le altre novità presentate per l’occasione presso gli spazi espositivi del Gruppo Ferretti, cui lo storico marchio appartiene.

La 76’ Coupé ovvero un’imbarcazione a nostro giudizio estremamente interessante sia per ciò che concerne i contenuti tecnici sia dal punto di vista del design, che ne fanno un accattivante mix di stile e prestazioni, di lusso ed eleganza capaci di proiettare questa nuova unità nata sotto l’egida del marchio Riva verso un più che probabile successo.  Per questo motivo Pressmare ha pensato di chiedere a Mauro Micheli, che firma questo progetto con Officina Italiana Design - studio da lui fondato assieme a Sergio Beretta e da oltre 20 anni legato a Riva – un breve commento a questa unità.

Pressmare – Innanzi tutto a chi si rivolge questa barca, qual è l’utente tipo attorno al quale avete realizzato il concept?

Mauro Micheli – Questo Riva 76’ è indirizzato a un’utente giovane, cui piacciono le linee che esprimono dinamismo, quelle di un coupé quindi di una barca molto più sportiva rispetto a un fly tradizionale…

P – Stilisticamente mi sembra segua il solco aperto recentemente dal Domino…

MM – Indubbiamente, anche se rispetto al Domino è una barca più snella, più facile da usare, volendo anche da una sola persona perché sia per le dimensioni sia per come è stata concepita, è realmente un’imbarcazione a misura di armatore… Non voglio con questo dire che Domino è una barca complicata, ma sicuramente, anche per le dimensioni maggiori che ha, è un’unità che necessita della presenza di un equipaggio a bordo.

P- Qual è l’aspetto maggiormente caratterizzante degli interni?

MM – Riva 76’ Coupé dispone di una cabina armatoriale a tutto baglio, confortevole, con bagno ensuite che occupa quasi la metà del sotto coperta: è una zona che abbiamo privilegiato; in una barca come questa, con i volumi che ha potevamo tranquillamente farci stare quattro cabine, ma volutamente ne abbiamo fatte tre proprio per dare maggiore spazio e comfort all’armatore. All’esterno poi la barca mette a disposizione ben sei aree dove poter vivere in pieno comfort le proprie giornate a bordo, con la vetrata che svolge il ruolo di elemento forte di connessione tra il dentro e il fuori dell’imbarcazione, mettendo gli ambienti in relazione in pratica senza soluzione di continuità.

P - A proposito di vetrate, direi che sul Riva 76’ Coupé anche queste sono un segno distintivo…

MM - Volevamo caratterizzare la barca proprio in questo senso, utilizzando grandi superfici trasparenti per renderla unica esteticamente e luminosa, godibile stando all’interno, per cui una delle sue caratteristiche più impressionanti sono proprio i 40 mq di superfici vetrate che si trovano a bordo. La vera novità sta però nel fatto che tutti i cristalli sono realizzati con una doppia curvatura. Questo può essere definito proprio come un nuovo traguardo tecnologico perché, affinché il cristallo possa creare una curvatura nei due sensi, c’è bisogno di uno stampo e di un know-how specifico per arrivare a un certo tipo di risultato...

P - Possiamo definire questa barca, i suoi contenuti, un nuovo punto di riferimento, una nuova sfida per i competitor del marchio Riva?

MM - La vera sfida per un designer non è fare una barca con uno stile bello. La vera sfida è con il mercato. Cerchiamo di fare sempre imbarcazioni che abbiano un certo “balance” perché possano essere apprezzate nei cinque continenti. E pare che con il Riva 76’ Coupé questa sfida sia stata già giocata e vinta prima della discesa in campo, visto che le prime barche sono già state vendute ancor prima della presentazione ufficiale, al grande pubblico, nella splendida vetrina di Cannes. Spero anzi che il lancio di settembre possa dare ulteriore successo a questa barca nella quale crediamo molto. Il vero termometro, il giudice ultimo per noi e per Riva è il mercato.

 

Officina Italiana Design

Officina Italiana Design nasce nel 1994. Fondato da Mauro Micheli e Sergio Beretta, lo studio è legato tradizionalmente al marchio dei celebri cantieri Riva, con i quali collabora da oltre vent’anni. Tutta la produzione Riva è tutt’oggi frutto di Officina Italiana Design sia per quanto riguarda le linee esterne sia per il design degli interni. Linee pulite, cura dei dettagli, equilibrio dei volumi, scelta di materiali e colori sono i punti forza dello studio che mira alla creazione di oggetti eleganti, innovativi e senza tempo. Principi fondamentali, che lo studio esporta anche in vari e differenti ambiti (anche nell’interior design, nel design industriale e nei progetti personalizzati) e che sono stati i cardini sui quali si è basata la collaborazione con il cantiere Sanlorenzo (nel 2014), che ha scelto Officina Italiana Design per la progettazione di sei nuovi modelli, due dei quali plananti: l’SL 86 e l’SL 76. Grazie all’utilizzo di software 3D di ultimissima generazione e di programmi di renderizzazione costantemente aggiornati, Officina Italiana Design propone soluzioni di ogni genere. L’attività dello studio si estende anche al campo dell’interior design e dell’industrial design, ambiti in cui si realizzano progetti tagliati su misura del cliente, seguendone tutte le fasi, dall’idea creativa alla realizzazione dei prototipi. Grande esperienza anche al campo del refit, in cui lo studio ha firmato importanti progetti di restauri di imbarcazioni d’epoca e restyling di barche più recenti.

 

 

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Pressmare