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Non cittadini ma sudditi

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Monaco Port Hercule
Monaco Port Hercule

Nonostante i tentativi del Governo Renzi, l’economia italiana è ancora in deflazione. La svalutazione dell’euro non cresce perché i consumi ancora non crescono, il che per quanto riguarda la nautica corrisponde a vendita di barche zero, e questo per i non molti che ancora cercano di resistere, significa fallire, pur dando vita a prodotti di grande valore, assai apprezzati all’estero dove siamo tra i leader. E infatti il comparto nel 2007-2008 contribuiva al PIL con quasi 6 milioni di euro. Poi sono venuti i professori economisti e il loro primo atto è stato proprio quello di colpire questo e altri settori del lusso che avevano il grande peccato di essere ancora comperati, ottenendo l’unico risultato di accrescere ulteriormente la disoccupazione. Se le scelte fossero state concordate con l’imprenditoria privata, certo non avrebbero potuto risolvere i nostri pesanti problemi, anche perché una parte di essa è partecipe di dell’economia drogata in cui viviamo da decenni per sostenere al corruzione, ma non li avrebbero aggravati buttando scientemente decine di migliaia di famiglie sul lastrico e incentivando un clima di contrasto verso i ricchi in senso generale. Non gli arricchiti indebitamente ma per il ricco in quanto tale. Neanche nei paesi più comunisti si è creata un’antipatia così viscerale e su questo altare sono state sacrificate le barche, che distraggono da consumi più sociali, molti lo pensano, e istigano alla ruberia per diventarne proprietari. Certamente stiamo esagerando, ma un fondo di verità scatenata dall’invidia c’è sicuramente. Ed è un clima percepito anche dai diportisti stranieri che non vengono volentieri nei nostri porti o meglio, solo quando non possono farne a meno, perché non accettano la considerazione di suddito che permane su tutti noi.

 

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