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Parchi marini italiani: le scelte estere

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Capo Vaticano
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Che il mare sia una delle grandi ricchezze italiane lo scriviamo da decenni, ribellandoci alla politica industrial manifatturiera dei nostri governi. L’ultima testimonianza in merito ci viene dal XXII Rapporto nazionale sul Turismo natura che Enit, Istat, Osservatorio Ecotur e Università dell’Aquila hanno redatto con il coordinamento scientifico del docente universitario Tommaso Paolini, e hanno presentato in anteprima nazionale il 10 aprile u.s. a Lanciano, nel corso della XXV edizione di Ecotur, la borsa internazionale del turismo natura promossa da Confesercenti con la partecipazione di 50 tour operator di 14 diversi Paesi europei.

Le presenze del turismo natura in Italia hanno superato per la prima volta quota 102 milioni nel 2014 a fronte di una stima di 101,9 nel 2013, con un fatturato complessivo di 11,883 miliardi di euro, contro i 94 milioni e un fatturato di 9,8 miliardi del 1913. Nonostante la crisi generale il turismo natura ha continuato a crescere anno dopo anno, con una crescita della permanenza media 1914 che è passata dal 24 al26% per numero di weekend a danno del mordi e fuggi, dal 12 al 31 % per i weekend lunghi e dal 10 al 13 % di vacanze settimanali, a discapito delle gite “mordi e fuggi” in giornata, scese dal 47 al 33 per cento.

Ma una delle principali novità del 2014 è la performance dei parchi costieri. Nella “top ten” delle aree protette più richieste dai turisti italiani presso i tour operator infatti ci sono ben 3 parchi costieri, ovvero le Cinque Terre, il Circeo e l’Arcipelago Toscano. La classifica dei parchi è comunque guidata dal Parco nazionale d’Abruzzo (30 per cento) seguito, in ordine, da Gran Paradiso (21), Dolomiti Bellunesi (20), Cinque Terre (16), Stelvio (15), Circeo (7), Foreste Casentinesi (6), Arcipelago Toscano (5) e Gran Sasso Laga (3).

Le preferenze dei turisti stranieri invece sono andate alle Dolomiti Bellunesi (20,1 per cento), seguite dai parchi nazionali delle Cinque Terre (14,4), dello Stelvio (11,7), Arcipelago Toscano (10,2), Appennino Tosco-Emiliano (8,6), Abruzzo (7), Gargano (6,1), Gran Paradiso (6,1), Cilento (2,9), Gran Sasso (2,5).

Le previsioni del turismo natura per il 2015 sono addirittura ottimistiche. Il 58 % dei tour operator nazionali ed europei prevede un incremento della domanda a fronte di un 42 per cento che prevede una domanda stabile.

Per quanto riguarda l’ambiente mare siamo solo al principio e tutto dipende dalla politica di promozione dei gestori, peraltro essenzialmente basata solo sul passaparola. Non tutti funzionano ma le presenze straniere indicano già un processo di selezione che può essere utile anche per gli italiani. Pensate alle Cinque Terre in testa nonostante le traversie ambientali che stanno affrontando da alcuni anni.

 

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