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L'Italia che va

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Fabio Marcellino
Fabio Marcellino Product Manager in Bavaria

Quando si nomina il made in Italy generalmente è perché si sta parlando di export. Come accade per tutte le eccellenze di cui dispone il nostro Paese e che nel mondo tengono alto il blasone dell’Italia riempendo al contempo le sue casse, anche nel caso delle barche il successo del settore è stato raggiunto nel tempo. A esso hanno concorso tutta una serie di fattori capaci di costituire un sistema produttivo estremamente specializzato, tanti tasselli che a loro volta si sono formati e poi plasmati divenendo funzionali e determinanti nella realizzazione di prodotti dai contenuti superiori, universalmente riconosciuti come tali.

Pensando al successo del made in Italy nautico, in questo senso viene subito alla mente la scuola dei designer italiani, nata nei ruggenti anni ’60 e oggi riconosciuta anch’essa come una nostra tipica eccellenza, tanto da essere divenuta pure lei un “prodotto tipico” di quel made in Italy da esportazione, capace di imporre stile, capacità e specializzazione nei cantieri di tutto il mondo. Questo discorso vale per tutta la filiera nautica, per tutto il materiale umano che sta dietro la costruzione di una barca, per cui sempre più spesso accade di trovare ingegneri, tecnici, manager italiani che vengono strategicamente cooptati e inseriti all’interno delle strutture di cantieri esteri, proprio per poterne sfruttare capacità e know how, convinti che il loro contributo possa portare un valore aggiunto nel prodotto finale.

Una dei casi più recenti è rappresentato da Fabio Marcellino, nuovo Product Manager per i progetti speciali di Bavaria Yachts, la divisione motoryacht del famoso brand tedesco. Marcellino è uno che il mare e le barche ce l’ha dentro, ischitano DOC, ingegnere navale, ma soprattutto manager con una lunga militanza all’interno di cantieri italiani di grande blasone e di altrettanto successo. Durante l’ultima edizione del salone nautico di Dusseldorf, il Boote dello scorso gennaio, ci aveva anticipato che qualcosa di nuovo c’era nell’aria e dopo pochi giorni, nel mese di febbraio, è stato effettivamente ufficializzato il suo passaggio nella struttura del cantiere tedesco.

 

Ingegner Marcellino perché è passato a lavorare in Bavaria?

 

Guardando la mia carriera, posso dirvi che per il mio primo lavoro, dopo la laurea, sono stato per due anni un ingegnere di progetto a Rodriquez Yachts e in quel ruolo ho lavorato su commesse one off di barche da 24 metri a 72 metri . Poi sono stato per dodici bellissimi anni nel Gruppo Ferretti, dove sono stato fortunato a essere parte attiva del team di sviluppo prodotto che faceva capo a Norberto Ferretti, all'inizio come Project Manager e poi come Product Manager. In Ferretti ho lanciato nuovi modelli compresi fra i 44 e i 124 piedi di lunghezza appartenenti ai brand Ferretti Yachts, Custom Line e Mochi Craft. Poi si è presentata questa opportunità molto stimolante per chi fa un mestiere come il mio, quella di lavorare in Bavaria. Cimentarmi con un brand così diffuso, entrare a far parte di un gruppo altrettanto grande ma all’estero, nell’efficientissima Germania, che lavora con logiche diverse, a livello produttivo ancora più da industria… Non voglio sembrare retorico ma l’ho presa proprio come una sfida, un passo molto interessante a livello professionale e anche umano che ho deciso di intraprendere.

 

Visto il suo curriculum possiamo dire che porta la sua esperienza nella costruzione di superyacht, di barche molto lussuose in una nautica più popolare, in un brand che produce una gamma con barche più piccole?

 

Sono fermamente convinto che più la barca su cui si lavora è piccola più è difficile avere un’idea di successo, una buona progettazione e una produzione redditizia che porti a un buon numero di vendite. Bavaria è il marchio che rappresenta al meglio l'eccellenza nella produzione nautica tedesca, quella finalizzata a dare al cliente la migliore qualità possibile con il giusto prezzo. Per rispondere alla sua domanda posso dire che, dopo essere stato coinvolto nello sviluppo di più di 40 nuovi modelli di navi e yacht di vario taglio, oggi sono finalmente pronto a lavorare per Bavaria.

 

L’ultima volta che ci eravamo incontrati in Italia, mi sembra di ricordare fosse per la presentazione del Ferretti Yachts 960. Il suo ingaggio nella struttura Bavaria vuol dire che il brand tedesco presto presenterà barche di quelle dimensioni?

 

Sono stato chiamato in Bavaria Yachts perché in questo momento è in fase di attuazione un progetto molto interessante e articolato che ci porterà a presentare ben 10 nuovi modelli nel giro di soli tre anni. Di più proprio non le posso dire. Per questo è stata creata una struttura forte ed eterogenea in termini di competenze, un team guidato da Daniel kohl (CPO) e composto da Jochen Czabke (barche a vela), Robert Chaffer (a motore) e me. Dal mio punto di vista, lo sviluppo di una nuova barca, che sia una nave di 30 metri o una barca 30 piedi, è sempre un'emozione e una sfida. In questo momento in Bavaria, con Lutz Henkel (CEO) al timone, c'è un'atmosfera emozionante e concreta allo stesso tempo: non posso dirvi i dettagli delle idee in corso, ma, in ogni caso, solo che tutti i nuovi progetti saranno fedeli al DNA, a ciò che attualmente identifica marchio.

 

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