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Mestieri che scompaiono: Il Maestro d'ascia Luciano Lorenzoni

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Maestro d'Ascia Lorenzoni
Maestro d'Ascia Lorenzoni

Il Maestro d'ascia Luciano Lorenzoni mi ha fatto apprezzare anche il lavoro dei maestri d’ascia, un po’ scomparsi con l’avanzare della tecnologia moderna, ma che sono ancora ricercatissimi per determinati interventi manuali. Me ne sono accorto guardando l’apposito cd, che lo stesso Lorenzoni mi ha donato, dove sono raccolte  tutte le fasi del restauro di Pilade, l’ultracentenario ultimo navicello sopravvissuto, del rimorchiatore Marzocco e dell’inaffondabile motovedetta Gregoretti. Pilade, tenuto all’aperto davanti alla Stazione Marittima, oltre che disallineato, era in pessimo stato di conservazione; il rimorchiatore Marzocco, un’imbarcazione in legno varata nel 1951, era in condizioni ancora più precarie; la Gregoretti, invece, è stata quasi completamente smontata e revisionata L’Autorità Portuale ha voluto il restauro di questi tre natanti per farne una memoria storica della vita del nostro porto. Un ex capannone delle Ferrovie dello Stato è stato così adibito a sede per questo piccolo museo, mentre la motovedetta Gregoretti è all’Andana degli Anelli nel bacino del porto vecchio.
Il Pilade e il Marzocco, in particolare, sono stati riportati a nuovo grazie al maestro d’ascia Vincenzo Ippolito, che conseguì il titolo professionale nel lontano 1984 quando aveva appena 25 anni, dopo aver lavorato fin da piccolo nel cantiere navale del padre Girolamo. Al suo fianco ha avuto come prezioso collaboratore Glauco Cecchi, della nota famiglia Cecchi costruttrice di gozzi. I due, con maestria e passione, hanno lavorato, per un anno, sotto la guida delle Belle Arti di Pisa per il recupero e la conservazione del legno.
Mosso dalla curiosità mi sono recato in Capitaneria di Porto per vedere le modalità con cui si consegue il titolo professionale di maestro d’ascia.
Il titolo viene rilasciato dopo aver sostenuto prove teoriche di fronte a una commissione della Capitaneria di Porto e dopo aver lavorato presso un cantiere. Per la legge italiana il maestro d’ascia può costruire e riparare navi e galleggianti in legno di stazza lorda fino a 150 tonnellate. Alla Capitaneria di Porto il solerte sottocapo Claudia Tinelli mi ha detto che per diventare maestro d’ascia occorre fare domanda presso la Capitaneria come allievo maestro d’ascia e dopo 36 mesi sostenere un esame, soprattutto teorico, portando l’attestato di dove si è lavorato con tale qualifica.
Il comandante Francesco Paolillo mi ha detto che purtroppo tale mestiere va scomparendo: l’ultimo esame è stato sostenuto nel 2007. Alcune persone si erano iscritte in Capitaneria come allievi maestro d’ascia ma dopo 36 mesi non hanno sostenuto l’esame.
Peccato perché un mestiere antichissimo e meraviglioso sta scomparendo, lasciando un vuoto di professionalità nella millenaria tradizione marinara del nostro Paese.
Ma c’è un futuro per questo mestiere? Sì, perché esiste ancora una flotta di barche d’epoca bisognose di frequenti restauri e lussuosi yacht con il ponte di coperta in legno e pescherecci, che sono in massima parte di questo materiale. Il mestiere è ben retribuito e può dare molta soddisfazione a chi ha una buona manualità e ama le belle cose.

Giovanni Giorgetti

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