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I suggerimenti per scegliere la barca giusta: più mare e meno carburante

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Imbarcazioni da diporto
Imbarcazioni da diporto

Appena finisce l’estate ci sono diversi saloni nautici, a cui ho partecipato, e in esposizione come sempre la parte del leone è fatta dalle imbarcazioni a motore: per questo voglio mettermi nei panni dell’ utente che, non insensibile al glamour del design ed ai richiami edonistici, sceglie comunque una barca per fare le vacanze con la famiglia formata da tre o quattro componenti.

Peccato che non esistano più gli annuari di Nautica dove in un librone si potevano trovare tantissime delle barche prodotte con caratteristiche e prezzi e valutare le alternative. Però diciamolo, le alternative non sono tante, e quella che va per la maggiore è la barca veloce planante grintosa che storicamente si sviluppa assieme ai motori.

Se si intende dormire e mangiare a bordo i nostri acquirenti dovranno orientarsi su una barca di 10/11 m. Questa barca costa diciamo 200k€ di cui: 50 di arredi 70 di motori e accessori tecnici, 20 di vetroresina 5 di elettronica 15 di complementi a scafo (porte, vetri, passi d’uomo, ecc.) 15 di equipaggiamento (luci, passerella, scaletta bagno, estintori, parabordi, cime e dotazioni.) 5 per documenti e varo. Più le tasse.

Confronto tra carene: Hunt a V profondo e Aircraft rescue boat
Confronto tra carene: Hunt a V profondo e Aircraft rescue boat

Purtroppo la barca grintosa planante, ottima per lunghe percorrenze con mare mosso, (ad esempio per il contrabbando di bionde?), diventa, quando caricata degli interni , di tutti gli ammennicoli della vacanza + equipaggio, acqua e gasolio, un roboante fabbricatore di onde.

Un poco di tecnica. Oggi come ieri si ritiene che l’efficienza sia un valore, ma non credo che questa si possa più valutare con il solo parametro della velocità massima. Tra le barche plananti La famosa carena Hunt a V profondo, a 20 nodi nelle prove in vasca, fece rilevare una resisteva specifica pari a 0,16 mentre l’aircraft rescue boat solo 0,12. Una differenza del 25 % !!(SNAME small craft data).

Quindi il primo comandamento è: “scegli la carena giusta per le tue esigenze”, che consenta di minimizzare i consumi alla velocità di crociera, ma potremmo fare ancora un passo, potremmo passare ad una barca ad un motore solo che, se faremo bene la manutenzione, ci porterà in giro senza nessun problema. In questo modo modificheremo non solo la spesa per la crociera estiva ma dimezzeremo quelle di manutenzione e la spesa di acquisto andando ad intaccare quei 70k€ di motori e accessori tecnici che abbiamo visto pesare parecchio sul conto generale.

Imbarcazione monomotore
Imbarcazione monomotore

Non a caso gli svedesi, che nella nautica sono in gamba, presentano proprio un “monomotore” ad HOC.

Michele Ansaloni

 

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