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Il mercato dei fuoribordo al limite di patente

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Suzuki DF40A
Suzuki DF40A

 

Il mercato dei fuoribordo al limite di patente

Marca

 

modello

 

tempi

 

cav.

 

numero cil.

 

cc

 

kg

 

€ivato

altre potenze con uguali cc

Evinrude

 

Ev40

 

2

 

40

 

2

 

863

 

105

 

5499

50, 60

Honda

 

BF40

 

4

 

40

 

3

 

808

 

96

 

6223

50

Honda

 

BF40E

 

4

 

40

 

3

 

998

 

119

 

7999

(60)

Mercury

 

F40

 

4

 

40

 

3

 

747

 

98

 

4980

M,S,Y

Mercury

 

F40Orion

 

4

 

40

 

4

 

995

 

112

 

6100

60 M,S,Y

Selva

 

Aruana

 

4

 

40

 

3

 

747

 

99

 

5209

M,S,Y

Selva

 

Dorado

 

4

 

40

 

4

 

996

 

111

 

6099

M,S,Y

Suzuki

 

DF40A

 

4

 

40

 

3

 

941

 

102

 

6300

(50),60

Tohatsu

 

MD40

 

2

 

40

 

3

 

697

 

94

 

7047

50

Tohatsu

 

MFS40

 

4

 

40

 

3

 

866

 

95

 

6282

 

Yamaha

 

F40

 

4

 

40

 

3

 

747

 

97

 

4850

30, M,S,Y

Yamaha

 

F40

 

4

 

40

 

4

 

996

 

113

 

6390

50,60,70, M,S,Y

 

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Se volete comprare un fuoribordo al limite di patente, cioè da 40 cavalli, avrete 12 diverse possibilità, che abbiamo riportato nella tabella sopra, in cui figurano, oltre alla casa costruttrice, il ciclo termico, il numero di cilindri e la cilindrata, il peso ed il prezzo IVA inclusa.

Ora, mentre i pesi si aggirano tutti sull’ordine di grandezza di un quintale (che non è certo poco ma non può rappresentare un criterio discriminante per la scelta), una cosa che salta subito all’occhio è la importante variabilità della spesa, che può quasi raddoppiarsi passando dal modello più economico a quello più caro: e badate che quelli esposti sono i prezzi di listino, IVA compresa, delle versioni più economiche di ciascun modello, che quindi possono subire a seconda delle necessità o preferenze, anche importanti variazioni; va quindi verificato, prima della decisione, l’equipaggiamento standard compreso in listino per il modello prescelto.

Abbiamo poi riportato, nella colonna a destra, le altre potenze che la stessa casa ottiene dalla testa motrice utilizzata per il 40 cavalli. Si vede che, per esempio, il senza patente della Evinrude, che è l’unico bicilindrico di questa potenza, è lo stesso motore da cui vengono ricavati anche il 50 ed il 60 cavalli: si tratta di una testa quindi molto robusta ottenuta da una cilindrata che solo in apparenza è simile alle altre, ma che rende molto di più per la natura del ciclo a due tempi, molto più nervoso e scattante.

E due tempi è anche il motore Tohatsu tricilindrico da cui è infatti ottenuto anche il 50 cavalli. Con la testa da un litro da quattro tempi e quattro cilindri la Yamaha ottiene anche il 50, 60 e 70 cavalli, mentre la Mercury ottiene anche il 60 Cavalli: insieme alla Selva questo motore ha origini comuni, visto che, tempo fa, Mercury e Yamaha avevano un accordo di collaborazione tecnica, che poi si è trasformato in un accordo commerciale tra Yamaha e Selva. Stessa cosa è successa con il tricilindrico da 747 cc che la Yamaha offre anche in versione da 30 cavalli (la nota a destra M,S,Y indica proprio che questi motori hanno la stessa struttura: le differenze di prezzo, che possono trarre a prima vista in inganno, vanno verificate a fronte delle dotazioni standard offerte).

Anche il motore Suzuki da 941 cc viene utilizzato, oltre che per i 40 cavalli, per il modello da 50 (non distribuito in Italia) e da 60 cavalli. Magari sarà un parere del tutto personale, ma riteniamo che questo fuoribordo, per il suo design pulito ed elegante e per la sobrietà della sua estetica, sia il più bello dei senza patente. Nel caso della Honda la testa tricilindrica da 808 cc viene usata anche per la potenza di 50 cavalli, mentre il più accessoriato motore da un litro, sempre a tre cilindri, viene utilizzato per un 60 cavalli non distribuito in Italia.

Un’ultima considerazione da tenere presente è che tutto lo spettro dell’offerta è basato su una considerazione di partenza che ritroviamo nel titolo: il limite di patente a 40 cavalli è imposto da una legge italiana e quindi chi vuole vendere in Italia deve adeguarsi a fornire almeno un modello che sia omologato in Italia per questa potenza. I produttori che non hanno questa potenza tra quelle che fanno parte della loro gamma di progetto devono quindi trovare il modo di ottenerlo depotenziando motori progettati per potenze superiori o “tirando” motori progettati per potenze inferiori: perché, per quanto semplice sia ottenere una patente nautica, ed in Italia non lo è, la clientela si orienta verso modelli che non la richiedono. Talvolta questo orientamento è prevalente sulla necessità di mettere sulla poppa un fuoribordo più potente che sarebbe opportuno per utilizzare al meglio la barca: ed è allora che conviene orientarsi su motori capaci di potenze maggiori, che quindi non soffrono se sono un poco più sollecitati.

Alfredo Gennaro

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