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Nuovo Codice della Nautica e registro telematico: audizione in Senato per Nautica Italiana

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Codice della Nautica
Codice della Nautica

Si è tenuta oggi, giovedì 5 ottobre, l’Audizione al Senato di NAUTICA ITALIANA in merito alla revisione del Codice della Nautica e Registro telematico. Davanti alla 8^ Commissione Lavori Pubblici e Comunicazione, hanno presenziato Lamberto Tacoli, Presidente dell’Associazione che raccoglie i principali marchi dell’industria nautica dell’alto di gamma, Marco Cappeddu e Matteo Italo Ratti, rispettivamente Vice Presidente e Consigliere, Lorenzo Pollicardo, Segretario Generale e l’Avv. Cristina Pozzi, consulente per i progetti legislativi.

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NAUTICA ITALIANA dopo aver ringraziato Governo e Parlamento per l’impegno e auspicando che si possa rispettare la data di scadenza della delega per l’emanazione del nuovo Codice della Nautica da Diporto per dotare finalmente il settore di una disciplina chiara e dinamica che sia elemento di sviluppo, ha presentato le proprie osservazioni già anticipate pochi giorni fa nell’incontro con il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.

Registro internazionale, demanio, semplificazione amministrativa, aree marine protette  e l’accelerazione dell’attuazione del Registro telematico: queste le tematiche più rilevanti  per l’Associazione che raccoglie i principali marchi dell’industria nautica italiana di produzione e di servizi.

La disciplina del Registro Internazionale, in particolare l’anticipazione nell’emanando Codice di elementi che ne rinnovino la “ratio”, è il primo punto individuato dalla delegazione di NAUTICA ITALIANA. L’urgenza di tale richiesta sta nel fatto che ad oggi sono solo 10 le navi da diporto iscritte nel registro internazionale sulle 200 immatricolate in Italia.

Una richiesta di semplificazione burocratica della fase di iscrizione, di ispezioni periodiche e rinnovo certificati, registri e giornali di bordo e navigazione, renderebbe la bandiera italiana appetibile per molti grandi yacht pur nel rispetto dei dettami dell’Unione.

La leadership dei cantieri italiani da sola, non può competere a livello mondiale per creare ricchezza sul territorio

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