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Confarca - Incidente in barca, proprietario scafo liberato

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Adolfo D’Angelo, segretario nazionale della sezione nautica della Confarca
Adolfo D’Angelo, segretario nazionale della sezione nautica della Confarca

“Erano su un motoscafo e dichiarano di non essersi resi conto di aver travolto un gozzo, vi è una evidente omissione di soccorso e attualmente sono indagati a piede libero per omicidio colposo. Tutto questo è assurdo. Occorre l’introduzione immediata del reato di omicidio nautico”. Lo dichiara Adolfo D’Angelo, segretario nazionale delle scuole nautiche della Confarca a seguito dell’incidente, avvenuto domenica scorsa sulle sponde bresciane del Lago di Garda, in cui sono morti Umberto Garzarella, imprenditore 37enne di Salo', e Greta Nedrotti, studentessa 25enne di Toscolano Maderno (Bs).

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Per il segretario della confederazione italiana che da anni chiede l’introduzione di pene più severe, alla stregua di quelle previste nel settore automobilistico, anche nella nautica da diporto, quelle del 52enne proprietario del motoscafo Riva Acquarama, indagato a piede libero assieme ad un’altra persona, “sono solo scuse” – afferma D’Angelo – perché “è impossibile non rendersi conto di essere entrati in collisione con un altro natante”. Per D’Angelo, inoltre, vi è “una evidente omissione di soccorso”. “Solo grazie al proprietario del cantiere che ha orientato i carabinieri verso i presunti responsabili dell’incidente si è riusciti a rintracciarli”, ricorda il segretario della Confarca. “Si  tratta di omicidio. E, come per l’omicidio stradale, va introdotto anche l’omicidio nautico, con le pari responsabilità penali previste. Se fosse successo a un italiano in un lago tedesco, chissà quale trattamento gli avrebbero riservato al nostro connazionale”.

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