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Il CVC compie 50 anni e guarda al futuro con al centro l'uomo e l'ambiente

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Centro Velico Caprera, corso derive
Centro Velico Caprera, corso derive

Miano, 22 marzo 2017 - Un’immensa flotta di uomini e mezzi, composta da oltre cento imbarcazioni, 2000 istruttori volontari e da 120.000 allievi contagiati dal virus della passione per il mare e per la vela, che hanno vissuto un’esperienza unica. Sono questi i numeri che racchiudono i primi 50 anni del CVC - Centro Velico Caprera. Sono queste le solide basi sulle quali, la più autorevole associazione italiana nella formazione velica, si appresta a gettare i pilastri portanti dei suoi prossimi 50 anni.

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Nel corso di un incontro avvenuto stamani mercoledì 22 marzo, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, il Centro Velico Caprera ha condiviso con giornalisti e ospiti l’ambizioso progetto etico che lo vedrà impegnato nei prossimi decenni: la passione per il mare, l’esperienza e i valori fondanti sui quali l’associazione ha costruito la propria notorietà e credibilità diventano patrimonio a disposizione della sostenibilità ambientale e sociale.

Proiettandosi oltre la consolidata expertise formativa che nei decenni ha dato vita a generazioni di velisti, il CVC - Centro Velico Caprera, consapevole dei delicati equilibri dell’ecosistema dello splendido territorio che lo ospita, si prepara ad assumere un impegno di rilievo nell’ambito della tutela ambientale. Ma soprattutto un commitment forte nei confronti dell’uomo. Quello di rendere nel tempo accessibile l’esperienza del Centro Velico Caprera anche a chi oggi non può accedervi, e di operare affinché la straordinaria forza terapeutica del suo mare e del suo vento diventino patrimonio di una collettività sempre più vasta. Gli ultimi anni hanno fornito l’esperienza per mettere a punto importanti progetti che hanno visto protagonisti gruppi di allievi affetti da patologie oncologiche; altre esperienze hanno invece aperto nuove collaborazioni che muovono nella direzione dell’accessibilità e del supporto nei confronti di chi è affetto da malattie che comportano una ridotta mobilità. 

Rientra in questa visione il progetto del CVC a supporto di WOW (Wheels on Waves) che partendo da New York, il prossimo mese di aprile, preleverà dal Segretario ONU Antonio Guterres la Convenzione dei Diritti dei disabili per consegnarla, dopo la traversata oceanica a bordo del primo catamarano al mondo totalmente accessibile ai disabili, in Vaticano a Papa Francesco.

Quella di offrire una diversa opportunità a persone affette da particolari patologie, ad esempio di tipo oncologico, che possano trarre benefici concreti dalla straordinaria forza terapeutica dell’esperienza al CVC, dal suo mare e dal suo vento. In questa ottica nasce la nuova collaborazione fra il Centro Velico Caprera e l’Istituto Europeo Oncologico, che vedrà, il prossimo mese di giugno, un gruppo di allievi/pazienti oncologici, assistiti da una equipe di specialisti IEO e con il supporto tecnico di un team di selezionati istruttori del CVC, misurarsi in una esperienza fuori dall’ordinario.

Il commitment assunto nei confronti dell’ambiente, vedrà il Centro Velico Caprera impegnato per la tutela del delicato ecosistema dello splendido Parco Nazionale di La Maddalena dove la base è inserita, realizzando programmi d’informazione e disseminazione, e mettendo a disposizione la propria flotta per programmi di monitoraggio e campionamento delle acque. Nasce da questa visione la collaborazione con Plastic Busters, progetto dell’Università di Siena sotto l’egida dell’ONU, con l’obiettivo di monitorare e ridurre l’impatto delle micro plastiche nel nostro mare.

Doppiata la boa dei suoi primi 50 anni, il  Centro Velico Caprera mette con entusiasmo la prua verso il 2067 , lungo una rotta che vuole portare molto di più della semplice passione per il mare alle nuove generazioni, e lungo la quale intende accogliere partner, idee e progetti che condividano e supportino gli stessi valori del CVC.

Il patrimonio storico, culturale e umano che il Centro Velico Caprera ha costruito negli ultimi 50 anni è perpetuato e protetto da una comunità di oltre 120.000 uomini, che si riconoscono nell’integrità dei valori del CVC, ma anche nella semplice, ed allo stesso tempo straordinaria, esperienza dell’essere equipaggio a terra prima ancora che per mare. Perché per un equipaggio preparato e affiatato, non vi è mare che non si possa attraversare, neppure sulla terra ferma.

Fondato nel 1967 per iniziativa della Lega Navale Italiana Sezione di Milano e del Touring Club Italiano, con il patrocinio della Marina Militare che concesse in uso l’insediamento della base militare di Caprera nella straordinaria cornice dell’Arcipelago de La Maddalena, il Centro Velico Caprera è una libera associazione senza fini di lucro, membro dell’Issa (International Sailing Schools Association).

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