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Patanè su stop DDL riforma demanio: a rischio investimenti e occupazione

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Marina degli Aregai, Gruppo Cozzi Parodi
Marina degli Aregai, Gruppo Cozzi Parodi

“Se davvero fosse confermata l’impossibilità di varare la legge di riforma prima della fine della legislatura, oltre al rischio di una nuova procedura a carico dell’Italia da parte della Commissione Europea, le imprese del turismo che operano sul demanio, dagli stabilimenti balneari ai ristoranti, dai bar alle strutture ricettive fino ai porti turistici, si troverebbero a operare nel caos più totale. Con il risultato che non ci sarebbe alcun investimento, già per la stagione 2018, e sarebbero a rischio diverse decine di migliaia di posti di lavoro in tutta Italia”: questo il commento di Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio, in relazione alle dimissioni dall’incarico delle relatrici del ddl sul riordino delle concessioni demaniali che ha di fatto comportato lo stop del provvedimento.

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“Comprendiamo tutte le difficoltà connesse alla fase di fine legislatura – prosegue Patanè - ma uno spazio per approvare, anche al Senato, il Disegno di legge delega per la riforma del demanio ad uso turistico si deve trovare. Anche perché, dopo anni di rinvii, finalmente era stata intrapresa la giusta direzione. Tutte le categorie del sistema Confcommercio hanno collaborato attivamente in sede parlamentare, a partire dall’inizio del 2017, perché venisse approvato almeno il Ddl delega, se non ci fosse stato tempo anche per i decreti legislativi di attuazione. Azzerare ora questo processo semplicemente perché lo scioglimento delle Camere non darebbe tempo al Senato di approvare il testo sarebbe una vera e propria beffa per tutto il settore del turismo”.

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