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ACO Liguria dice no alle aste

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ACO Liguria
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ACO Liguria parteciperà, con i propri Associati ed il Consiglio Direttivo al Convegno organizzato dall’Associazione Donnedamare, a Rapallo il prossimo venerdì 7 aprile. A partire dalle 15.30, ospiti del Sindaco Carlo Bagnasco e degli organizzatori del tour, nella splendida cornice dell’ Excelsior  Palace Hotel, ci saranno personalità importanti del mondo della politica ma soprattutto tanti operatori balneari e nautici che discuteranno  del  disegno di legge dello scorso 27 gennaio, ampiamente contestato anche durante l’ultima manifestazione del 15 marzo scorso che ha visto accorrere a Roma più di 2000 imprenditori balneari e nautici, provenienti da tutte le regioni di Italia, spaventati perché si tratta di un decreto di riordino della materia che prevede, in tempi ancora da definire, l’avvio delle procedure d’asta.

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Da sempre ACO Liguria - dice Angelo Siclari Presidente dell’Associazione - denuncia  il danno che un’evidenza pubblica o asta che sia, comporterebbero  alle tante  imprese,  per lo più a conduzione familiare, che operano nel settore della nautica, della balneazione, dell’ambulantato, ecc.ecc.

Purtroppo come avuto modo quasi quotidianamente di dimostrare, l’attuale politica di Governo pare non volerne sapere, esternando anche con ingiustificata arroganza una posizione rigida che  nulla ha a che vedere invece con una politica di difesa delle proprie realtà imprenditoriali.

Nel contesto della Direttiva Bolkestein, lo Stato membro valuta e decide la TUTELA DELLE REALTÀ IMPRENDITORIALI  che rappresentano reddito,  lavoro e quindi legifera sia in un contesto di veduta europea ma principalmente nella politica di difesa delle proprie realtà che sono elemento di riferimento per il PIL interno. Non c'entra nulla  la Bolkestein, non c'entra l'Europa - continua Siclari - ma solo la volontà politica dello Stato membro. Vedi Spagna e Portogallo.

Percui la Direttiva Bolkestein è uno strumento non impositivo ma valutativo che l'Europa chiede agli Stati membri, ( infatti si chiama Direttiva).
Lo Stato membro valuta e decide la tutela delle realtà imprenditoriali che rappresentano reddito, lavoro e quindi legifera in un contesto di veduta europea, ma principalmente nella politica di difesa delle proprie realtà che sono elemento di riferimento per il PIL interno. Non c'entra nulla la Bolkestein, non c'entra l'Europa, ma solo la volontà politica dello Stato membro - conclude Siclari  

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