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Vela: Vasco Vascotto su Azzurra trionfa al Mondiale TP 52

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Vasco Vascotto
Vasco Vascotto

Quel ragazzo classe 69, per la precisione 10.10.69, nato l'anno della Barcolana, in una cittadina al confine con la vicina Slovenia, Muggia per l'esattezza, figlio di Fabio e Maria, fidanzato di Giada e con una grinta che tutti i suoi compagni di scuola vela hanno visto crescere e contro la quale non c'è mai stato nulla da fare. Quando Vasco scende in acqua il suo DNA da combattente prevale sul suo viso da angioletto, sempre sorridente nei confronti di tutti, dalla battuta pronta e dalla cordialità seducente, insomma, a terra un "amicone", in acqua, meglio non averlo contro. Dopo le prime "sportellate" in optimist al circolo della vela Muggia, quel biondino dagli occhi azzurri e vispi si mette all ricerca di qualche soddisfazione fuori penisola dopo aver vinto il titolo italiano optimist. Due volte terzo al mondiale 470 Juniores, poi arriva a 23 anni il suo primo successo a bordo di Jonathan un Quarter Ton, in quel di Chioggia il primo del suoi 25, e via così passando per quelli nel J24, Ilc 25, Ilc 30, Ims, Maxi, Farr 40, Rc44, non sarà un titolo  ma il ruolo di skipper nell'America's Cup del 2007 con Mascalzone ha un valore inestimabile per un velista. Ed ora la perla di questa stagione, Il Mondiale Tp52 su Azzurra, il sigillo di una carriere incredibile, vengono in mente le delusioni dei secondi e terzi posti per un solo punto, ma nella carriera di un vincente, le sconfitte danno la forza per tornare ad essere ancora più grandi.

 
A fine regata, felice, sorridente e goliardico come sempre, Vasco ne ha per tutti, anzi dice la sua come sempre, con gli occhi lucidi, quelli di un campione che una volta a terra si lascia andare ad uno dei sentimenti più importanti per l'essere umano, la commozione.
 
 
"Voglio dedicare questo titolo a chi mi vuole male - sorridendo - perchè chi mi vuole bene condivide con me ogni mia sconfitta ed ogni mia vittoria, un brindisi alla salute di tutti i miei cari amici e parenti alla quale spesso non dedico tutto il tempo che vorrei, il mestiere del velista mi porta ad essere domani a Los Angeles, la prossima settimana in Svezia e poi nuovamente a Palma de Mallorca. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile questi miei successi, velisti, uomini, amici che hanno lavorato e continuano a lavorare con me, sopportando a volte la mia irruenza agonistica, quella forza che mi ha sempre aiutato nei momenti difficili e in quelli in cui dovevo gestire le mie emozioni. Grazie a tutti di cuore!!"