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Beneteau, ricavi a 595,8 milioni nei nove mesi: il terzo trimestre frena, ma il gruppo conferma gli obiettivi 2026

· Fonte: Press Mare

Groupe Beneteau chiude i primi nove mesi del 2026 con ricavi per 595,8 milioni di euro, in crescita del 3,7% rispetto ai 574,4 milioni dello stesso periodo del 2025. Il dato resta positivo, ma nasconde un’inversione di marcia: nel solo terzo trimestre il fatturato si è fermato a 146,6 milioni, il 14,1% in meno dell’anno prima. Il comunicato diffuso il 4 novembre descrive un gruppo che conserva il vantaggio accumulato a inizio anno e deve fare i conti con il rallentamento degli ordini iniziato in primavera. La ripresa della raccolta commerciale da settembre e le consegne in calendario negli ultimi mesi consentono però di confermare le previsioni di crescita per l’intero esercizio. A cambi costanti, cioè ricalcolando le vendite in valuta estera con i tassi di cambio dell’anno precedente per escludere l’effetto delle oscillazioni, l’aumento dei nove mesi sale al 4,7%.

Dalla partenza in forte crescita alla frenata estiva

Per capire la traiettoria del 2026 bisogna rileggere le comunicazioni precedenti. Nel primo trimestre i ricavi erano stati di 169,5 milioni, in aumento del 30,1%. Su quel risultato pesavano circa 20 milioni di consegne slittate dalla fine del 2025, soprattutto per i tempi di sdoganamento negli Stati Uniti: una parte della crescita derivava quindi da vendite rinviate più che dall’andamento commerciale dell’anno. A luglio, la comunicazione sul primo semestre indicava 452,3 milioni di ricavi, in aumento del 12%, con il secondo trimestre già rallentato al +3,4%. Le vendite ai clienti finali crescevano comunque del 14% nel semestre, mentre i concessionari riducevano le scorte.

Il nuovo documento riporta per il semestre 449,2 milioni, con una crescita dell’11,3%: 3,1 milioni in meno rispetto a luglio, senza una spiegazione nel testo. Per raccordare semestre e nove mesi occorre usare i valori più recenti, cioè 449,2 milioni a giugno più i 146,6 milioni del terzo trimestre. Il rallentamento è comunque evidente. La crescita cumulata, oltre il 30% a marzo e ancora a doppia cifra a giugno, scende al 3,7% a settembre (le percentuali sono sempre riferite allo stesso periodo del 2025).

Ordini e scorte: perché il fatturato cala prima delle vendite

Secondo Beneteau, la contrazione estiva riflette soprattutto i minori ordini acquisiti nei mesi precedenti e l’atteggiamento di attesa legato al conflitto in Medio Oriente. Per leggere questi numeri bisogna distinguere i ricavi del cantiere dalle vendite dei concessionari agli armatori. Il cantiere incassa quando consegna una barca al concessionario, non quando questa arriva al cliente finale. Se la rete vende unità già presenti nei piazzali e ne ordina meno di nuove, il fatturato del costruttore scende anche se la domanda reale regge. È quanto il gruppo segnala nel Motor Yachting, dove la prudenza dei concessionari ha frenato le vendite alla rete mentre quelle ai clienti finali sono rimaste stabili. Il confronto non è inoltre falsato da un riassetto dei magazzini: Beneteau precisa che la normalizzazione delle scorte dei concessionari si era conclusa nel secondo trimestre 2025.

Vela e motore: due andamenti diversi

La vela genera nei nove mesi ricavi per 243,2 milioni, in aumento del 7,3%, con una flessione contenuta all’1,9% nel terzo trimestre (54,3 milioni). Il sostegno arriva dai monoscafi e dai modelli introdotti nel 2025, che compensano la debolezza dei multiscafi, in calo di domanda da diversi trimestri. Il dato non indica dunque una ripresa uniforme di tutte le tipologie.

Il motore ha un andamento più difficile: i ricavi dei nove mesi scendono dello 0,9%, a 323,6 milioni, dopo un calo del 22,6% nel terzo trimestre. Escludendo le attività americane da cui il gruppo si sta ritirando, il comparto cresce invece del 2,9% da inizio anno. Quelle attività hanno prodotto 18 milioni di ricavi nei nove mesi, contro 29 milioni nel 2025, sottraendo circa due punti percentuali alla crescita complessiva. Anche all’interno del motore le dinamiche divergono: il dayboating, cioè le imbarcazioni pensate soprattutto per le uscite in giornata, continua a crescere, mentre il Motor Yachting risente della cautela dei concessionari, con meno consegne di grandi unità in Europa nel trimestre.

Sul piano geografico, l’Europa resta il mercato principale con 362,2 milioni di ricavi (+9%). Nord e Centro America raggiungono 173,7 milioni (+10,5%), sostenuti ancora dalle consegne rinviate dal 2025. Entrambe le aree rallentano nel terzo trimestre, con l’Europa a -8,5% e Nord e Centro America a -20,3%: il saldo positivo dei nove mesi riflette il vantaggio costruito nella prima parte dell’anno. Le altre regioni arretrano del 37,3% e il canale flotte, che comprende le forniture agli operatori del charter, del 13,5%.

Il quarto trimestre decide l’anno

Beneteau conferma per il 2026 ricavi consolidati tra 860 e 900 milioni di euro, contro gli 848 milioni del 2025. L’obiettivo di crescita del 4-9% si riferisce invece alle attività al netto di quelle americane in dismissione: le due indicazioni hanno quindi un perimetro diverso. Dopo i 595,8 milioni dei nove mesi, per raggiungere la forbice complessiva serviranno tra 264 e 304 milioni nell’ultimo trimestre. Confrontando questo intervallo con i circa 274 milioni del quarto trimestre 2025 (848 milioni annui meno 574,4 dei nove mesi), il gruppo dovrà quindi quasi eguagliare l’anno scorso nel caso peggiore e crescere di oltre il 10% in quello migliore, dopo un trimestre chiuso a -14,1%. Il calcolo è nostro, ricavato dai dati del comunicato.

A sostegno della ripresa Beneteau cita il riavvio degli ordini da settembre, trainato dalle 18 novità presentate a Cannes, tra cui Lagoon 47, Oceanis 42, Swift Trawler 43 e Jeanneau EX 34. Il portafoglio ordini per le consegne dell’anno supera, secondo il gruppo, il livello delle vendite 2025. L’indicatore comprende però anche i ricavi già registrati da gennaio, e non rappresenta soltanto barche ancora da consegnare.

Il gruppo mantiene poi l’obiettivo di tornare a un risultato operativo ordinario positivo, escluse le attività americane in dismissione. È il risultato della gestione caratteristica, prima di oneri finanziari e imposte: dice se l’attività industriale e commerciale genera un guadagno, ma non coincide con l’utile netto. Per le attività americane in uscita, le perdite operative annue sono previste entro 9 milioni, già contabilizzati nel semestre. È stata inoltre rinnovata e portata a 250 milioni una linea di credito concessa da sette banche, con durata di cinque anni e due possibili proroghe annuali: una disponibilità di finanziamento utilizzabile alle condizioni contrattuali, non un incasso né un debito già contratto.

La crescita dei nove mesi appare dunque più fragile di quella di inizio anno. Il rinnovo delle gamme sostiene la tenuta commerciale, ma gli obiettivi dipenderanno dalla capacità di trasformare in consegne gli ordini ripartiti a settembre. Il comunicato aggiorna soprattutto fatturato e prospettive: per misurare l’impatto sui conti bisognerà attendere il bilancio annuale, atteso il 24 marzo 2027.

Il comunicato ufficiale Groupe Beneteau sui ricavi dei nove mesi 2026è scaricabile in fondo a questa pagina.

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