Editoriale

Ferretti Group, nel terzo trimestre tornano a crescere ricavi e ordini, ma cala la redditività

· Fonte: Press Mare

Il terzo trimestre segna per Ferretti Group un’inversione di tendenza su ricavi e raccolta ordini, dopo un primo semestre di domanda in rallentamento e di trattative sempre più lunghe con gli armatori. I risultati approvati dal Consiglio di Amministrazione mostrano però che il recupero commerciale non si è ancora tradotto in redditività: EBITDA adjusted e utile netto restano inferiori ai primi nove mesi del 2025 e il Gruppo ha abbassato le attese sui margini del 2026.

Il quadro si è composto trimestre dopo trimestre. A maggio PressMare aveva dato conto di un avvio d’anno difficile, con ricavi in calo dell’8% e ordini del 33,6%. Il semestre aveva segnato i primi miglioramenti sul fronte commerciale, e il terzo trimestre li consolida. Sul versante dei margini, invece, il peggioramento prosegue.

Ricavi e ordini: il recupero prende consistenza nel terzo trimestre

I ricavi netti nuovo dei primi nove mesi sono pari a 888,6 milioni di euro, in linea con gli 887,2 milioni del 2025. L’andamento è migliorato di trimestre in trimestre: dal -8% del primo si passa al -2,9% del secondo, fino al +13,6% del terzo, con ricavi per circa 303 milioni.

Più netta l’inversione nella raccolta ordini. Dopo il -33,6% del primo trimestre e il -17,8% del secondo, tra luglio e settembre gli ordini crescono del 6,6%, a 323,6 milioni contro 303,6 milioni, su un terzo trimestre 2025 che aveva già segnato una crescita sostenuta. Nei nove mesi la raccolta resta tuttavia inferiore a quella dell’anno precedente (664,9 milioni contro 770,9, -13,8%): il recupero degli ultimi mesi ha ridotto il divario senza colmarlo.

Secondo il Gruppo, il miglioramento è legato alle iniziative commerciali del management, tra cui l’estensione di un anno della garanzia standard, e alla stagione dei saloni nautici europei.

Cambia il peso dei segmenti: crescono gli yacht in composito, rallentano le grandi costruzioni

I Composite yachts raccolgono nei nove mesi ordini per 357,3 milioni (+28,2%), con un incremento del 58,3% nel solo terzo trimestre, a 186,6 milioni. I Made-to-measure yachts si fermano a 290,4 milioni (-31,5%): il rallentamento è più evidente nelle costruzioni di maggior valore, dove le decisioni d’acquisto richiedono tempi lunghi e risentono di più dell’incertezza geopolitica ed economica.

Nei Super yachts, infine, il Gruppo non ha registrato alcun nuovo ordine, mentre nei primi nove mesi del 2025 erano stati firmati due contratti per 64,2 milioni. Ferretti precisa che sono in corso trattative, ma nessuna si è ancora tradotta in un ordine formalizzato.

Questa diversa dinamica è la chiave di lettura dei risultati: la crescita del composito sostiene fatturato e ordini, ma non compensa il minore contributo delle costruzioni più grandi. Lo mostrano anche i ricavi, con i Composite yachts a 337,4 milioni (+4,7%), il Made-to-measure a 368 milioni (+1,4%) e i Super yachts in calo del 15%, da 155,6 a 132,2 milioni.

La redditività è il principale elemento di attenzione

Se sul piano commerciale il terzo trimestre indica una ripresa, i risultati economici sono più critici. L’EBITDA adjusted dei nove mesi scende a 130,6 milioni (-7,8%) dai 141,7 del 2025, e il margine sui ricavi passa dal 16% al 14,7%. L’erosione è progressiva: il margine era al 16,1% nel primo trimestre e al 15,8% nel semestre. Per differenza dai dati cumulati, il solo terzo trimestre vale circa 38,1 milioni su 303 di ricavi, un margine del 12,6% sensibilmente inferiore ai due trimestri precedenti. L’utile netto si ferma a 49,9 milioni contro i 61 dei primi nove mesi del 2025 (-18,2%).

Ferretti Group attribuisce il calo a più fattori: il diverso mix di prodotto, con il minore apporto del Made-to-measure; le inefficienze emerse presso alcune società controllate fornitrici, che hanno generato costi aggiuntivi e ritardi nelle consegne; le iniziative commerciali a sostegno delle vendite, compresa l’estensione della garanzia; il minore assorbimento dei costi fissi nella prima parte dell’anno.

Portafoglio ordini e liquidità: gli effetti del diverso mix produttivo

Al 30 settembre il portafoglio ordini complessivo è di 1.333,7 milioni, in calo dell’11% rispetto ai 1.497,9 milioni di un anno prima. Il portafoglio netto, cioè il valore delle commesse ancora da consegnare al netto dei ricavi già contabilizzati, si attesta a 571,4 milioni contro 794,7 (-28,1%), ma cresce dell’1,2% rispetto ai 564,9 milioni di fine giugno, interrompendo la riduzione osservata nella prima parte dell’anno. Anche qui le dinamiche sono divergenti: +44,4% per i Composite yachts (120 milioni), -26% per il Made-to-measure (221,3 milioni), -43,9% per i Super yachts (229,9 milioni).

Il mix incide anche sulla posizione finanziaria. La cassa netta è di 42,3 milioni, contro i 95 milioni del semestre e i 65,2 milioni del settembre 2025. Ferretti lega il calo, oltre che alla stagionalità, alla minore incidenza di Made-to-measure e Super yachts nella raccolta: in questi segmenti gli anticipi versati dagli armatori durante la costruzione contribuiscono a finanziare il ciclo produttivo, e meno nuove commesse significa meno risorse da pagamenti contrattuali.

Europa in recupero, difficoltà nelle Americhe e in Medio Oriente

L’Europa pesa per il 58,1% degli ordini dei nove mesi, con 386,2 milioni (+1,8%), grazie soprattutto al +26,8% del terzo trimestre, in concomitanza con i principali saloni europei. Medio Oriente e Africa (MEA) calano del 36,5%, a 112,2 milioni, e le Americhe del 42,2%, a 115 milioni. L’area Asia-Pacifico cresce del 220,5%, a 51,6 milioni, ma da una base molto più contenuta. Su queste dinamiche si innesta la scelta del management di avviare programmi specifici per migliorare le performance commerciali nelle Americhe, in Medio Oriente e nel business Super Yacht.

Ferretti rivede al ribasso le previsioni di redditività per il 2026

Il Gruppo conferma l’obiettivo di ricavi netti nuovo tra 1.200 e 1.240 milioni, ma riduce le attese sull’EBITDA adjusted, da 186-197 a 174-185 milioni, e sul relativo margine, dal 15,5-15,9% al 14,5-14,9%. Il ridimensionamento è progressivo: con il primo trimestre Ferretti indicava ricavi tra 1.250 e 1.265 milioni, EBITDA adjusted tra 203 e 210 milioni e margine tra il 16,2% e il 16,6%. La ripresa delle vendite del terzo trimestre consente dunque di mantenere gli obiettivi di fatturato comunicati a luglio, non quelli di redditività.

Il nuovo Amministratore Delegato Stassi Anastassov ha riconosciuto che la crescita dei ricavi non basta se non è accompagnata da un adeguato livello di profitto. Il management ha annunciato interventi su posizionamento dei prezzi, mix di prodotto, efficienza industriale e utilizzo della capacità produttiva dei cantieri.

La sfida del 2027 passa dal ritorno delle grandi commesse

Nel complesso, le tre trimestrali del 2026 descrivono un Gruppo che ha ritrovato capacità di acquisizione commerciale, soprattutto grazie al composito, ma non ha ancora ricomposto l’equilibrio tra volumi, mix degli ordini e redditività. Il dato più incoraggiante è la ripresa della raccolta ordini nel terzo trimestre; quello che preoccupa è l’erosione dei margini, insieme al portafoglio netto inferiore al 2025 e all’assenza di ordini nei Super yachts.

Su quest’ultimo fronte pesa anche l’autorizzazione ZES appena ottenuta per l’ampliamento del cantiere di Ancona, che permetterà di costruire superyacht fino a 100 metri contro gli attuali 90. Un investimento sulla capacità produttiva delle grandi costruzioni, proprio nel segmento in cui acquisire nuovi ordini è oggi la sfida commerciale più difficile. Trasformare la ripresa in un miglioramento strutturale dei conti dipenderà dalla capacità di riportare gli ordini verso un mix più equilibrato e di recuperare efficienza industriale.

In fondo a questo articolo trovate il link per scaricare il comunicato stampa rilasciato stamani da Ferretti Group

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