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Ferretti Group, Anastassov ai dipendenti: “Basta speculazioni, pensiamo al futuro”

· Fonte: Press Mare

Due comunicazioni a poche ore di distanza, due modi diversi di parlare del futuro di Ferretti Group. Da una parte KKCG Maritime, che dopo il rigetto del ricorso cautelare da parte del Tribunale di Bologna ribadisce le proprie ambizioni industriali; dall’altra Stassi Anastassov, amministratore delegato del gruppo nautico, che sceglie di rivolgersi direttamente ai dipendenti per chiedere di riportare l’attenzione sull’azienda. Lo fa con una lettera di quattro pagine, dai toni particolarmente decisi: "Basta speculazioni. Basta distrazioni. Ora concentriamoci sul nostro futuro!". Un messaggio che arriva mentre il confronto giudiziario tra gli azionisti rimane aperto e che, al di là delle espressioni motivazionali, contiene indicazioni sulle priorità del management. Anastassov apre la comunicazione richiamando l’ordinanza del 12 ottobre, con cui il Tribunale di Bologna ha respinto la richiesta di Azúr, società del gruppo KKCG, di sospendere le deliberazioni dell’assemblea del 14 maggio, comprese quelle relative alla nomina del consiglio di amministrazione. Riconosce che il giudizio di merito proseguirà e ribadisce il rispetto dei diritti di tutti gli azionisti, ma chiarisce quale debba essere, a suo giudizio, la priorità: "Non sono arrivato in Ferretti per dedicare il mio tempo alle controversie tra azionisti o alle dinamiche politiche interne". È una presa di posizione che rivendica la centralità della gestione industriale rispetto a una controversia societaria destinata a proseguire almeno nei prossimi mesi.

Il secondo messaggio riguarda l’identità nazionale del gruppo. "Ferretti è italiana. Ferretti rimarrà italiana", scrive Anastassov, precisando che questo patrimonio prescinde dalla nazionalità degli azionisti. Il CEO richiama i sette marchi, Riva, Ferretti Yachts, Pershing, Custom Line, CRN, Wally e Itama, e i sette cantieri italiani, sottolineando il legame con i territori, le competenze professionali e la filiera dei fornitori. Il passaggio assume un significato particolare nella giornata in cui anche KKCG ha posto la tutela del patrimonio industriale italiano al centro del proprio comunicato. Le due posizioni convergono sull’importanza di preservare queste competenze, pur inserendosi in un confronto sulla governance che continua a vedere contrapposti i principali azionisti. La parte più interessante della lettera, sotto il profilo industriale, riguarda tuttavia l’organizzazione. Dopo quasi cinque mesi trascorsi visitando i cantieri e incontrando dipendenti, armatori e partner commerciali, Anastassov riconosce la forza dei marchi e delle competenze del gruppo, ma individua anche una necessità di miglioramento: "Abbiamo i migliori marchi. Abbiamo le persone migliori. Ora dobbiamo rendere tutto ciò che sta in mezzo all’altezza di questa eccellenza!". Il riferimento è ai processi produttivi, alla qualità, alla tecnologia, all’innovazione, al servizio post-vendita e all’organizzazione. Non vengono annunciati interventi specifici o nuovi investimenti, ma emerge l’intenzione di lavorare sull’efficienza complessiva dell’azienda e sulla capacità di trasformare il valore dei marchi in un’esperienza coerente per il cliente.

"L’armatore è il nostro boss. Sempre", afferma Anastassov nella lettera, riprendendo un concetto che aveva già espresso nell’⁠intervista rilasciata a PressMare durante il recente Salone Nautico di Genova. In quell’occasione il CEO aveva spiegato come il principio "Owner is boss", mutuato dalla cultura manageriale del "Consumer is boss", assumesse un significato particolare nella nautica, dove il numero relativamente contenuto di clienti rende fondamentale la qualità di ogni singola relazione. Un rapporto che non si esaurisce con la vendita dello yacht, ma prosegue durante l’intero periodo di proprietà, attraverso assistenza, manutenzione e capacità di risolvere tempestivamente gli eventuali problemi. Nella lettera ai dipendenti, questo principio diventa un’indicazione operativa rivolta all’intera organizzazione: ogni contatto con l’armatore deve essere coerente con il livello di eccellenza promesso dai marchi del gruppo. Anastassov insiste inoltre sulla rapidità delle decisioni, sulla responsabilità individuale e sulla capacità di realizzare concretamente gli obiettivi, sintetizzando il concetto in un’altra affermazione: "È l’esecuzione che trasforma le ambizioni in risultati".

La lettera si chiude con una considerazione che va oltre il messaggio motivazionale: "Ferretti è molto più grande di qualsiasi singolo azionista, Presidente, membro del Consiglio di Amministrazione o Amministratore Delegato". Anastassov include quindi anche il proprio ruolo tra quelli destinati a passare, mentre l’impresa e il suo patrimonio industriale devono conservare continuità. È probabilmente il messaggio più significativo di questa comunicazione interna, diffusa in una giornata nella quale il confronto tra gli azionisti è tornato al centro dell’attenzione. La controversia giudiziaria proseguirà, ma il CEO chiede ai dipendenti di non perdere di vista ciò che determina il futuro di Ferretti: la capacità di progettare, costruire e assistere yacht competitivi sui mercati internazionali.

La lettera integrale dell’amministratore delegato Stassi Anastassov ai dipendenti di Ferretti Group è scaricabile dal link in fondo alla pagina.

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