Alfa Romeo al Salone Nautico: con Adriano Luati tra Luna Rossa, tecnologia e nuove generazioni
Prima ancora di arrivare allo stand Alfa Romeo, all’ingresso del Salone Nautico di Genova ci fermiamo a guardare la Giulia Quadrifoglio Luna Rossa. Per chi si occupa di vela, l’occhio cade sull’ala posteriore a doppio profilo: il richiamo ai foil dell’AC75 è evidente, anche se qui il compito è tenere la vettura attaccata all’asfalto. È uno degli argomenti da cui prende avvio la conversazione con Adriano Luati, direttore delle partnership e della brand experience di Alfa Romeo. Il marchio è al Salone come vettura ufficiale, nell’ambito di un accordo biennale con Confindustria Nautica che comprende anche premi e appuntamenti dell’associazione. Allo stand, intorno a noi, le vetture dell’edizione speciale Luna Rossa raccontano il legame con il team italiano, ma ci interessa capire soprattutto quanto lavoro ci sia dietro la partnership con la sfida italiana all’America’s Cup.
“Per noi essere al Salone Nautico è stata una scelta naturale, considerando quello che stiamo costruendo nel mondo della vela e del foiling”, esordisce Luati. Quando parla di Luna Rossa sceglie la parola collaborazione, sulla quale torna più volte durante il nostro incontro: “La chiamo così perché questo è. C’è uno scambio continuo tra i due team, sul piano del marketing ma soprattutto, ed è la parte più interessante, delle competenze tecnologiche, come abbiamo raccontato in un incontro pubblico qui al nostro stand con il Design coordinator di Luna Rossa, Horacio Carabelli, in conversazione con il nostro direttore marketing, Eugenio Franzetti”. Torniamo allora alla Giulia vista poco prima. I suoi 520 CV possono attirare l’attenzione di chiunque, ma a incuriosire un velista è il lavoro sull’aerodinamica. Luati la definisce la Giulia più performante mai prodotta dalla Casa del Biscione: “I profili dell’ala si ispirano ai foil di Luna Rossa, con una funzione capovolta perché devono generare deportanza”. Il risultato del lavoro sull’intero pacchetto aerodinamico è un carico di circa 140 kg a 300 km/h, circa cinque volte quello della versione di serie.
Il rapporto con Luna Rossa si ritrova anche nell’abitacolo, dove sono state utilizzate porzioni di vele usate su Luna Rossa. Sulle Giulia e Stelvio dell’edizione speciale Luna Rossa, invece, il collegamento con il mare passa anche dai rivestimenti dei sedili in Econyl, nylon rigenerato ottenuto, fra le altre materie di recupero, dalle reti da pesca. Sono applicazioni diverse, spiega Luati, che affiancano il lavoro sulle forme e sui materiali. Fin qui possiamo vedere e toccare ciò che il mondo della vela ha portato sulle automobili. Gli chiediamo allora di raccontarci il percorso inverso: che cosa arriva da Alfa Romeo agli ingegneri di Luna Rossa?
“Abbiamo un team dedicato che sta lavorando sulla simulazione, contribuendo a migliorare il simulatore già a disposizione di Luna Rossa. C’era una base comune tra i software, sulla quale abbiamo potuto mettere a frutto la nostra esperienza”. Per chi segue l’America’s Cup è un tema centrale: con i limiti imposti dal Protocollo della 38^ edizione, una parte sostanziale dello sviluppo passa dall’ambiente virtuale e dalla sua capacità di restituire comportamenti quanto più vicini a quelli reali. Luati insiste proprio su questo: “Il simulatore deve essere soprattutto molto realistico, abbiamo messo a disposizione le conoscenze maturate con quello che utilizziamo a Balocco per sviluppare le nostre vetture. Con le dovute differenze, quell’esperienza viene applicata al mondo nautico”. Dietro una partnership che il pubblico riconosce anzitutto dai loghi c’è dunque un confronto quotidiano su strumenti e metodi di lavoro, dal quale entrambe le parti possono imparare.
Del resto, per Alfa Romeo la vela è un ambiente già conosciuto. Nella conversazione riaffiorano i maxi che hanno regatato e vinto con il nome del marchio sulle fiancate, così come il precedente rapporto con Luna Rossa nel ruolo di mobility partner. “Prestazioni, ingegneria, tecnologia e innovazione trovano nella vela un terreno particolarmente adatto ad Alfa Romeo. Al di fuori degli sport motoristici, è difficile trovare una corrispondenza altrettanto forte”, osserva Luati. Qui al Salone il rapporto si può misurare anche nelle conversazioni con chi si ferma a guardare le vetture. “Lo stiamo vedendo in questi giorni: armatori e addetti ai lavori sono interessati a queste auto”. Ma il mondo degli sport del mare è ampio, e Luati guarda anche a chi lo frequenta con una tavola, una vela o un foil.
Il giorno prima del nostro incontro lo avevamo ascoltato al Foiling & Sailing Media Summit ospitato al Salone, durante un confronto su comunicazione, partnership e le nuove tipologie di pubblico della vela. Tra i partecipanti c’era Dylan Cullen, appena tredicenne, capace di raccontare la propria esperienza nel foiling e sui social con una freschezza che aveva colpito tutti. “Credo che ieri ci abbia insegnato parecchie cose”, sorride Luati. L’America’s Cup è la porta principale da cui Alfa Romeo è entrata in questo mondo, ma le discipline su tavola permettono di avvicinarsi al volo sull’acqua con un impegno economico ben diverso, attirando molti giovani. Che cosa interessa al marchio? “Il foiling è un’espressione di tecnologia molto sofisticata. Poi c’è la prestazione umana: condurre una tavola come si vuole richiede capacità e impegno. L’America’s Cup è certamente la porta principale, ma possiamo imparare da ogni realtà che contribuisce a questo mondo”.
Ci sono anche quelli che prenderanno la patente domani, aggiungiamo. Luati raccoglie l’osservazione e torna alla varietà delle persone incontrate attraverso queste esperienze: “Al Salone Nautico trovi un certo pubblico, con l’America’s Cup ne raggiungi un altro. Con il foiling e con l’organizzazione che lo promuove entri in contatto con persone ancora diverse, più giovani, in crescita e in evoluzione. La nostra gamma ci permette di parlare a questi interlocutori. Non sono molti gli sport o i settori che offrono una simile ampiezza”. Il giovane Dylan, ascoltato il giorno precedente, ne era un buon esempio: conosce i canali sui quali si muovono i suoi coetanei, sa che cosa vogliono vedere e racconta quello che fa in acqua senza bisogno che qualcuno gli prepari un copione.
Stiamo per salutarci quando viene spontanea un’ultima domanda. Siamo a Genova, fra Alfa Romeo e Luna Rossa, in un contesto profondamente italiano. Eppure il confronto del giorno prima si è svolto in inglese, l’America’s Cup ha un pubblico internazionale e le automobili del Biscione viaggiano sulle strade di tutto il mondo. Quanto conta la vela per parlare oltre i confini nazionali? “È importantissimo. Qui siamo in una delle culle del Made in Italy e forse chi vive questi settori tutti i giorni a volte finisce per darlo per scontato. Alfa Romeo è un marchio globale e porta l’italianità nel mondo: per noi è uno dei valori fondamentali, insieme alla sportività”. Al Salone, dove cantieri e imprese italiane incontrano armatori e operatori provenienti da tanti Paesi, è una considerazione che trova riscontro appena ci si guarda intorno. Luati la esprime in modo diretto: “Parlare al pubblico internazionale è fondamentale, anzi credo sia un dovere, perché siamo ambasciatori dell’Italia nel mondo”.
Giuliano Luzzatto