FIM 580 Contessa, prova in mare: comfort da yacht, sorprendentemente agile al timone

02/10/2026 - 10:11 in Barca a motore by Press Mare

A Mandelieu abbiamo provato la nuova ammiraglia sport-fly di FIM - Fabbrica Italiana Motoscafi. La barca del test era equipaggiata con due Volvo Penta D11 da 725 CV ciascuno.

La prima impressione, salendo a bordo della FIM 580 Contessa, riguarda il rapporto fra dimensioni, volumi e facilità di movimento. FIM ha scelto di sviluppare la sua nuova ammiraglia attorno a un concetto preciso: offrire spazi e contenuti propri di uno yacht importante senza trasformare la barca in un oggetto impegnativo da condurre. La prova in mare conferma che questo obiettivo non è rimasto soltanto sulla carta.

Coperta: spazi trasformabili senza complicare la vita a bordo
A poppa la piattaforma lift può scendere circa 50 centimetri sotto il livello dell'acqua e serve anche l'hangar destinato al tender. Accanto alla beach area, uno schienale ribaltabile manualmente crea quella che il cantiere definisce area Zen: una seduta sospesa sul mare quando la piattaforma è abbassata. Le terrazze laterali ampliano ulteriormente la superficie disponibile e i relativi meccanismi sono stati progettati per essere ispezionabili attraverso pannelli dedicati, senza dover smontare parti importanti dell'allestimento.

Il passaggio verso prua è largo, privo di gradini e protetto. Il prendisole prodiero può traslare trasformandosi in un'area conviviale, ombreggiabile mediante quattro pali in carbonio. La sensazione generale è quella di una barca progettata pensando all'uso reale: percorsi semplici, appigli e passaggi generosi, accessibilità agli impianti e possibilità di prevedere una terza stazione di comando.

Una sovrastruttura leggera e un parabrezza che cambia la percezione della barca
Uno degli elementi più caratterizzanti è il parabrezza a doppia curvatura, privo di montanti centrali, inserito nella sovrastruttura in carbonio. La visibilità dalla postazione di governo è molto ampia e contribuisce in maniera sostanziale alla facilità di conduzione. Il fly superiore è integrato nel disegno della sovrastruttura e non interrompe il profilo filante della barca. Il tetto a lamelle e le grandi vetrate laterali apribili elettricamente consentono inoltre di modulare ventilazione e protezione senza separare nettamente interno ed esterno.

Interni: continuità fra salone e pozzetto
Il salone è impostato come un unico ambiente con il pozzetto. La cucina prosegue verso l'esterno e le grandi aperture laterali, insieme al tetto a lamelle, favoriscono una ventilazione naturale efficace. Materiali, finiture e tonalità ricorrono nei diversi ambienti con una scelta cromatica articolata: superfici chiare, inserti color cuoio, elementi neri lucidi utilizzati con misura e numerose curvature che alleggeriscono la percezione dei volumi.

La barca è dotata di gestione domotica, ma conserva interfacce e comandi manuali per le funzioni essenziali. È una scelta corretta su un mezzo destinato alla crociera: l'elettronica migliora l'esperienza di bordo, senza diventare l'unica possibilità di controllo.

La zona notte
La scala di accesso al ponte inferiore è larga, con pedate importanti e un'inclinazione contenuta. È un dettaglio apparentemente secondario che, su una barca di queste dimensioni, incide molto sulla qualità percepita e sulla sicurezza. Il layout comprende tre cabine per gli ospiti e un locale equipaggio separato, che nell'esemplare provato dispone di servizi dedicati. La suite armatoriale sfrutta l'intero baglio e si sviluppa su una notevole profondità, con grandi superfici vetrate, zona guardaroba e bagno.

La prova in mare
L'esemplare provato a Mandelieu era motorizzato con due Volvo Penta D11 IPS 950 da 725 CV ciascuno.

Da ferma alla planata abbiamo rilevato circa 8,5 secondi. Da 16 nodi alla velocità massima sono serviti circa 43 secondi. Al regime massimo rilevato, 2.514 giri/min, la 580 Contessa ha raggiunto 29,5 nodi con un consumo totale indicato dagli strumenti di bordo di circa 296 l/h.

Più dei numeri assoluti, durante la prova colpisce il comportamento della carena. Nonostante le dimensioni, la 580 Contessa è reattiva e precisa al timone. La risposta è quella di una barca più piccola, ma con il vantaggio della lunghezza di carena e di una V capace di assorbire bene gli impatti sull'onda anche quando questa viene affrontata con angoli non ideali. In virata il comportamento rimane progressivo e prevedibile. Togliendo rapidamente gas, la barca reagisce senza inerzie eccessive: una caratteristica importante soprattutto nelle manovre d'emergenza.

La velocità minima di planata rilevata durante il test è stata di circa 14,5 nodi, con un consumo complessivo di 133 l/h. Nell'intervallo fra 1.800 e 2.300 giri/min si trova la parte più interessante della curva di utilizzo per la crociera, con velocità comprese indicativamente fra 16,5 e 25,4 nodi.

Angelo Colombo

Il giudizio dopo la prova
La FIM 580 Contessa non cerca di stupire soltanto attraverso il volume o la quantità di dotazioni. Il risultato più convincente è l'equilibrio fra abitabilità e comportamento dinamico. La visibilità dalla timoneria, la precisione di governo, la risposta alle variazioni di gas e la capacità della carena di smorzare l'impatto sull'onda restituiscono una sensazione di controllo immediata. È una barca importante, ma non trasmette al timoniere la sensazione di dover continuamente gestire massa e dimensioni. Ed è probabilmente questo uno degli aspetti tecnici più riusciti del progetto.

Scheda tecnica FIM 580 Contessa
Dati dichiarati dal cantiere nella scheda tecnica ufficiale attualmente pubblicata. La motorizzazione indicata qui sotto non coincide con quella dell'esemplare oggetto della nostra prova.

 

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