Operaviva, la parola nuova di Mussini: a Genova tre barche in acqua e la tappezzeria del cantiere

24/09/2026 - 13:41 in Barca a motore by Press Mare

Una parola sola, senza spazi: Operaviva. Il cantiere Mussini spiega che opera va intesa nel senso di fatto con arte, viva in quello di qualcosa che respira, agisce, dura. È il nome del nuovo posizionamento, avviato all'inizio del 2026, e il Salone Nautico Internazionale di Genova, dal 1° al 6 ottobre, è il primo evento in cui prende forma.

Il nome viene da un termine tecnico nautico, che la nota del cantiere definisce sommerso. Nello stand, nei materiali e nel modo in cui Mussini si racconta, il Salone 2026 introduce un linguaggio nuovo costruito attorno a questa identità.

Mussini partecipa al Salone per la trentaquattresima volta consecutiva e non ha saltato un'edizione dal 1993. Lo stand è il BP20A, le tre barche sono in acqua agli ormeggi P2023, P201 e P205. "Il Salone di Genova è sempre stato per noi un appuntamento naturale. Trentaquattro edizioni consecutive sono la conseguenza di quello che facciamo in cantiere ogni giorno. Quest'anno portiamo anche Operaviva: volevamo che il suo vero debutto avvenisse all'evento a noi più familiare.", dice Emanuela Bertullo, responsabile del Business Development del cantiere.

Le barche sono tre, tutte personalizzabili su richiesta degli armatori. La Corvetta 24 è uno scafo in vetroresina con finiture in mogano e teak lavorate a mano, un day cruiser ispirato alle lance inglesi. La Paraggina 10 è il dayboat classico del Golfo del Tigullio, essenziale nella forma. La Paraggina Tender Line ha lo stesso carattere in dimensioni più compatte.

Corvetta 24

A Genova si potrà vedere anche la tappezzeria interna, una delle recenti evoluzioni del lavoro del cantiere: negli ultimi anni Mussini ha integrato questa lavorazione nel proprio processo. Stoffe, cuciture e materiali sono scelti e lavorati, dice il cantiere, con lo stesso approccio con cui un maestro d'ascia sceglie una tavola di mogano. "La tappezzeria non è un servizio in più, è lo stesso lavoro, con materie diverse. Le mani che cuciono una seduta conoscono le stesse esigenze di quelle che levigano il legno: precisione, pazienza, rispetto per il materiale.", commenta Gaetano Mussini.

A Portofino, secondo il cantiere, il modo di costruire barche di Mussini, e di parlarne, esiste dal 1949, attraverso tre generazioni.

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