Leonardo Tomasini campione del mondo Under 23 iQFoil

07/10/2026 - 18:12 in Sport by Circolo Surf Torbole

Ci sono vittorie che si decidono in pochi minuti, ma si costruiscono in molti anni. Quella di Leonardo Tomasini, atleta del Circolo Surf Torbole e nuovo Campione del Mondo iQFOiL Under 23, appartiene sicuramente a questa categoria. A Puck, in Polonia, Leonardo ha completato una progressione straordinaria nei Mondiali U23: secondo nel 2024, terzo nel 2025, primo nel 2026.

Tre Mondiali consecutivi, tre podi, fino al gradino più alto

Per il Circolo Surf Torbole è un risultato che racconta anche la continuità di un percorso tecnico costruito negli anni. Tomasini è cresciuto al Circolo fin dai primi corsi estivi e dalle prime regate giovanili, sviluppandosi in un ambiente nel quale il windsurf di alto livello fa parte della quotidianità. Fondamentale anche il contesto del Garda Trentino, dove Leonardo si allena e che sostiene la sua attività sportiva. Le condizioni di vento, la possibilità di navigare con continuità e il confronto quotidiano con atleti italiani e internazionali di primo piano rappresentano un valore importante nel percorso di crescita.

Un ambiente che negli anni ha accompagnato anche altri campioni del Circolo Surf Torbole, come Nicolò Renna e Manolo Modena, e che continua a rappresentare una vera palestra internazionale.

IL SUO PRIMO ISTRUTTORE: “CONCENTRAZIONE, DETERMINAZIONE E RISPETTO PER L’AVVERSARIO”

A conoscere Leonardo fin da quando era bambino è Dario Pasta, suo primo istruttore nei corsi estivi del Circolo Surf Torbole e poi riferimento tecnico nelle prime esperienze agonistiche. “Leo all’inizio era un ragazzo come tutti gli altri, con tanta passione, tanta voglia di fare e soprattutto tantissima energia. Poi, con la Coppa del Presidente, è migliorato sempre di più. Ha fatto anche un po’ di Optimist per ampliare le sue conoscenze veliche e nell’anno dell’Under 13 ha preferito passare allo Slalom, perché gli piaceva andare veloce e cercare qualcosa di diverso”.

Con l’arrivo del foil è arrivata una nuova svolta.

“Dopo qualche anno è tornato, tra virgolette, a fare la bolina. Lo Slalom per lui era diventato un mondo con pochi stimoli, mentre il foil è molto più completo. Si lavora sul dettaglio, sul one design, sull’attrezzatura e sulla ricerca continua della prestazione. Leonardo è uno a cui piace studiare, ricercare, migliorare e ottimizzare. Per lui è il terreno ideale”.

Alla domanda su quali siano le caratteristiche che lo distinguono maggiormente, Pasta non ha dubbi: “Concentrazione, determinazione e rispetto per l’avversario”.

Una descrizione che trova conferma anche nel modo in cui Leonardo racconta oggi il proprio percorso.

LEONARDO TOMASINI SI RACCONTA

A Puck sei arrivato alla Grand Final dopo una settimana sempre nelle prime posizioni. Cosa hai pensato prima della partenza decisiva e come hai gestito quei momenti, sapendo che valevano il titolo mondiale?

“In realtà ho cercato di vivere la partenza della Grand Final come una regata normale. Sapevo che era la regata più importante della settimana, ma entrando al secondo posto sapevo che non avevo quasi nulla da perdere. Mi sono concentrato sulle cose che potevo controllare: la partenza, la velocità e la tattica.

Ero consapevole di essere lì per giocarmi il titolo, ma allo stesso tempo ho cercato di godermi il momento perché gareggiare tra solo i quattro atleti U23 più forti al mondo capita poche volte. Quando si è sulla linea di partenza, bisogna semplicemente fare bene quello che si è allenato per tutto l’anno”.

Ti piace questa formula delle finalissime oppure preferiresti che il risultato di tutta la settimana avesse un peso maggiore?

“È una formula che rende il campionato molto spettacolare e sicuramente dà tanta importanza alla parte finale della competizione. Allo stesso tempo penso che una settimana di regate così lunga e difficile debba avere il suo peso, perché essere costanti per tanti giorni è una qualità importante.

Tra tutti i format di Medal Race sperimentati dalla classe negli ultimi anni, ritengo che quello attuale sia quello che garantisce maggiormente ai leader della classifica di finire nelle prime posizioni e spero che continueremo a utilizzare questo sistema”.

A settembre è arrivato anche l’oro ai Giochi del Mediterraneo. Che esperienza è stata, al di là del risultato sportivo?

“È stata un’esperienza bellissima, anche al di là della medaglia. Partecipare a un evento multisportivo, simile a delle piccole Olimpiadi, ti permette di vivere lo sport in un modo diverso: sei insieme ad atleti di discipline e nazioni diverse, condividi il villaggio, che a Taranto era una nave da crociera, e la quotidianità con loro. Mi ha fatto molto piacere rappresentare l’Italia in un contesto così importante e portare a casa l’oro è stato ovviamente qualcosa di speciale. È un’esperienza che mi porterò dietro anche per il futuro”.

Tra i podi degli ultimi anni ce n’è uno al quale sei particolarmente legato?

“Ogni medaglia ha una storia diversa. Sicuramente questo oro al Mondiale U23 è il risultato più importante che ho ottenuto ed è frutto di tutto il lavoro fatto negli ultimi anni. Però sono molto legato anche all’argento ottenuto nel 2021 al Mondiale IFCA (International Funboard Class Association) disputato al Circolo Surf Torbole, perché è stata la mia prima gara internazionale. Lì ho conosciuto molti atleti della mia età provenienti da altre nazioni e ho iniziato a capire che, continuando ad allenarmi duramente, potevo competere ad alto livello”.

Se torni con la memoria alle prime regate e alla Coppa Primavela, cosa ricordi?

“All’inizio era soprattutto divertimento. Alla mia prima Coppa Primavela avevo 10 anni e poter navigare da solo in mezzo al mare era il mio sogno. Non pensavo assolutamente di riuscire un giorno a partecipare a regate fuori dall’Italia. Quell’ambizione è cresciuta con l’età. Man mano che ho iniziato a ottenere risultati a livello italiano ho capito che potevo difendermi bene anche in gare più importanti. Però l’agonismo è sempre rimasto più una sfida con me stesso per migliorare, piuttosto che un’attività fine alla classifica.

Guardandomi indietro penso sia stato importante iniziare così, senza avere addosso troppe aspettative e semplicemente divertendomi”.

Sei cresciuto al Circolo Surf Torbole simbolo del windsurf internazizonale. Quanto ha contato questo ambiente nella tua crescita?

“Ha contato tantissimo. Il Circolo Surf Torbole è un ambiente dove fin da piccolo sei circondato da persone che vivono il windsurf ad alto livello e questo ti permette di imparare continuamente, anche solo guardandoli allenarsi. Aver avuto degli atleti molto forti al Circolo mi ha spronato a dare il massimo per migliorare”.

Dell’iQFOiL cosa ti piace di più?

“Sicuramente la velocità e la sensazione di volare sono una parte enorme del fascino dell’iQFOiL. Però ciò che mi piace di più è che sia una disciplina multifattoriale, dove in regata devi continuamente prendere decisioni, leggere il vento e scegliere le traiettorie, mentre a terra bisogna perfezionare l’attrezzatura.

È uno sport che richiede una notevole performance fisica e anche competenze in ambito velico e scientifico per prendersi cura dei foil e delle vele prima delle gare. È proprio questa combinazione tra fitness, tecnica e approccio scientifico che rende l’iQFOiL così completo”.

Un approccio che si riflette anche fuori dall’acqua. Leonardo studia infatti Fisica all’Università di Trento, cercando di conciliare il percorso universitario con l’attività agonistica.

Quando eri ancora molto giovane è stata fatta la scelta di farti regatare nella categoria superiore. Quanto pensi abbia inciso sulla tua crescita?

“Quando è nata la classe iQFOiL ho deciso di competere direttamente negli U19 perché potevo utilizzare una vela di 8 metri quadrati, anziché la 7 degli U17, molto simile a quella che usavo già nelle gare precedenti. I primi anni sono stati difficili perché avevo quattro anni di differenza rispetto agli atleti più grandi, ma siccome la disciplina del foil era nuova per tutti sono riuscito a crescere velocemente, perché partivamo quasi tutti da zero. Gareggiando per molti anni nella categoria U19 ho potuto confrontarmi con tanti atleti, più e meno grandi di me, e questo ha sicuramente arricchito la mia esperienza di regata”.

Quest’anno al Mondiale assoluto hai dimostrato di poterti avvicinare sempre più ai migliori senior. Quanto senti ancora grande quel salto?

“Il salto c’è ancora, soprattutto perché a livello senior ci sono atleti con tantissima esperienza e con anni di regate ai massimi livelli. Però rispetto agli anni scorsi sento che la distanza si sta riducendo e questo mi dà molta fiducia. Ho concluso il Mondiale assoluto di quest’anno in 15ª posizione e questo mi ha fatto capire che posso stare sempre più vicino ai migliori. Il passo successivo è riuscire a farlo con maggiore costanza”.

Hai appena raggiunto uno degli obiettivi principali della stagione. Quali sono adesso i prossimi traguardi?

“Voglio continuare a crescere e cercare di migliorare i dettagli che ancora mi mancano per essere competitivo con i migliori senior in assoluto. Nel breve periodo l’obiettivo è cercare di riconfermarmi tra i primi 10 e 15 senior nella prossima stagione. Più avanti naturalmente il grande obiettivo è il percorso olimpico, insieme al percorso universitario che cercherò di portare avanti con lo sport. Spero di avere ancora tanti anni davanti perché ci sono moltissime cose su cui lavorare e perfezionare. Preferisco pensare un passo alla volta, cercando di arrivare preparato quando ci sarà l’opportunità di giocarmi qualcosa di importante”.

E se potessi parlare oggi al Leonardo bambino che arrivava al Circolo Surf Torbole per le prime regate?

“Gli direi di continuare a divertirsi e di non avere fretta. Di godersi ogni momento, anche quelli difficili, perché sono proprio quelli che una volta superati danno più soddisfazione e fanno crescere di più. Gli direi di seguire la sua passione e continuare a credere in quello che fa”.

Dal bambino pieno di energia dei corsi estivi al campione del mondo Under 23, il percorso di Leonardo Tomasini racconta anche quello del Circolo Surf Torbole e del Garda Trentino, luogo dove continua ad allenarsi, crescere e preparare le prossime sfide. Un ragazzo, un atleta di cui andare davvero fieri! 

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