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Disperso in Pacifico il mito della vela cinese, Guo Chuan, sospese le ricerche

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Guo Chuan, un nome che in Italia non dice nulla o quasi, ma per i cinesi equivale al nostro Giovanni Soldini per le sue imprese sugli oceani del globo: è stato il primo cinese a prendere parte alla Volvo Ocean Race, come Media Crew Member su Green Dragon nel 2008; è stato tedoforo olimpico a Pechino; ha segnato il tempo di riferimento per la circumnavigazione del globo da Qindao in solitario su un monoscafo, primo cinese a compiere il periplo (da poche ore il nostro Gaetano Mura si sta confrontando proprio con quel tempo, ma da Gibilterra); in equipaggio sul maxi trimarano ha recentemente percorso il Passaggio a Nordest dal Pacifico all’Atlantico segnando un tempo record; infine, il 19 ottobre era partito da San Francisco alla volta di Shangai.

Da due giorni, Guo Chuan è disperso in Pacifico 1000 miglia al largo delle Hawaii, sbalzato fuoribordo dal suo maxi trimarano di 30 metri (l’ex Idec di Joyon, già detentore del record sul giro del mondo in solitario) con il quale stava tentando il record di traversata del Pacifico, da San Francisco a Shangai. Un record che appartiene proprio al nostro Giovanni Soldini, 21 giorni, segnato con il monoscafo di 70 piedi Maserati, condotto in equipaggio.

Lo shore team, perso il contatto radio nel pomeriggio del 25 ottobre (fuso orario di Pechino) ha subito allertato la Guardia Costiera americana. Un primo sorvolo ha evidenziato la mancanza dello skipper a bordo, successivamente confermata all’arrivo di un’unità navale della US Coast Guard dal cui elicottero sono stati calati alcuni uomini sul trimarano.

Anche se le speranze di trovarlo in vita erano minime, sul sito della BBC è stata battuta la notizia che le ricerche sono state interrotte.

La causa più probabile dell’incidente, ipotizza lo shore team, è che il velista sia stato sbalzato in acqua durante l’ammainata dell’enorme gennaker, avvenuta con vento tra i 13 e i 20 nodi. Durante una manovra del genere è facilmente ipotizzabile che abbia sganciato il moschettone del suo giubbotto autogonfiabile dalla lifeline per potersi muovere più agevolmente. Non è chiaro se il suo giubbotto sia stato ritrovato o meno a bordo (in ogni caso è logico averne uno di rispetto), tuttavia il localizzatore personale non si è mai attivato.
Una seconda ipotesi, che verrà verificata una volta recuperata la barca, è della rottura della drizza del gennaker: ne sarebbe seguito il tentativo di recupero e la caduta fuori bordo a seguito di una manovra d’emergenza per cui non ci sarebbe stato tempo di attuare tutte le procedure di sicurezza necessarie. 

Giuliano Luzzatto
Twitter @gluzzatto